Loren, Pollini, Castellani: dal Giappone il “Nobel per l’Arte” celebra l’Italia

Loren_copiaSophia Loren per il cinema, Maurizio Pollini per la musica, Enrico Castellani per la pittura. E’ la prima volta che tre dei cinque vincitori dell’annuale edizione del Praemium Imperiale, riconoscimento internazionale conferito dalla Japan Art Association e inaugurato nel 1989, provengono dall’Italia. “Un evento straordinario” così come l’ha definito Lamberto Dini, tra i consiglieri internazionali del Premio, durante il suo discorso nella sala Horai del Meiji Kinenkan di Tokyo, dove il 13 ottobre si è svolta la premiazione

Della stessa opinione l’Ambasciatore d’Italia Vincenzo Petrone. “Per tutti noi italiani si tratta di un riconoscimento straordinario. Questa sera abbiamo avuto la misura di quanto in Giappone il nostro sia considerato un grande Paese”.
A Castellani, il primo italiano in assoluto a essere premiato per la sezione pittura, è spettato il compito del saluto al principe Hitachi (fratello più giovane dell’Imperatore Akihito), a nome dei cinque premiati – tra cui la tedesca Rebecca Horn per la scultura e il giapponese Toyo Ito per l’architettura, ognuno dei quali ha ricevuto una medaglia e un riconoscimento in denaro pari a 15 milioni di yen (circa 132 mila euro). “Era da molti anni che non eravamo presenti, abbiamo recuperato” – commenta Umberto Donati, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo. Gli ultimi premiati italiani risalgono infatti al 2003 (Claudio Abbado, per la musica) e al 2002 (Giuliano Vangi per la scultura). Prima di loro, Renzo Piano, Arnaldo Pomodoro, Luciano Berio, Federico Fellini (premiato nella seconda edizione, nel 1990).
Il “Nobel per l’Arte”, così come ormai viene definito il Praemium Imperiale, “rappresenta tutti i valori che mi hanno ispirato nel corso della mia vita: ciò mi rende profondamente felice” – ha dichiarato Sophia Loren nel corso della conferenza stampa il giorno prima della cerimonia. L’Italia dell’arte torna dunque alla ribalta con tre grandi artisti, celebrati a livello internazionale. Ma per i giapponesi il Bel Paese è rappresentato di più dall’arte, dalla moda, dal food o da altri settori? “Per fortuna è tutto insieme” – è opinione dell’Ambasciatore Petrone – “nell’immagine che il Giappone ha dell’Italia le due componenti – quella della modernità, del fashion, del design ecc. – e quella prettamente artistica si fondono in un tutt’uno, come un continuo. E’ anche questo che ci dà la forza di superare i momenti complicati”.
da Tokyo, Paolo Soldano
13 ottobre 2010

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