Il ritorno delle curvy women

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Kate Moss quando diventò il fenomeno delle passerelle pesava 44 Kg su 1 metro e 70. Una Lolita emaciata dalle forme appena abbozzate e il viso da bambina smarrita, che sconvolse i precedenti canoni estetici, quelli di una bellezza sana. Ora, fortunatamente, si cambia ancora, e ritornano le donne curvy.

A incoronare questa rentrée è stato anche  Vogue che in copertina ha messo formose modelle al posto delle solite ossute mannequinne. Non c’è dubbio questa virata è lo specchio di una società che cambia: la crisi economica porta le persone a mangiare meno frutta e verdura a favore di pane e pasta; l’arma di seduzione diventa il Burlesque con la sua regina Dita Von Teese tutta curve; e le nuove icone di bellezza sono Shakira e Beyoncé, non proprio delle silfidi e rinomate per le loro forme generose.

Quest’anno per la prima volta, il concorso di Miss Italia darà vita alle fascia “Miss Curve d’Italia “destinata alla modelle taglia 44 che si affiancheranno con orgoglio alle ragazze grissino. Ma chi è esattamente la curvy woman? Nella moda è una donna che indossa una taglia 46 e anche oltre, normalmente la media è compresa tra la 42 e la 44, con le misure del seno comprese tra 90 e 95 cm, la vita 75 cm e i fianchi 100 cm. Le curvy sono, invece, molto più morbide e burrose, con fondoschiena e cosce ben tornite. Una bellezza anche apprezzata dagli uomini, la maggioranza di essi preferisce una donna piena e non ha grande simpatia per le “magrone”, dove si toccano solo le ossa. Le forme generose, inoltre, ispirano dolcezza e comprensione e gli uomini si sentono più coccolati. Anche nel mondo dello spettacolo c’è la rivincita delle maggiorate.

Jennifer Lopez del suo fondoschiena ne ha fatto una bandiera, Kate Winslet rifiuta sdegnosamente il photoshop per assottigliare la figura e Scarlett Johansson ha mostrato senza vergogna la sua pancetta, non certo dovuta a un’imminente maternità. Dato il fenomeno di costume non poteva mancare il libro, intitolato appunto “Curvy” (Mondadori), di Daniela Fedi e Lucia Serlenga, due giornaliste di moda che svelano il lato glam delle rotondità femminili. A completare il quadro si è aggiunta un’autorevole ricerca condotta da due università, quella di Santa Barbare e di Pittsburgh, dove è emerso che le donne formose sono più intelligenti rispetto alle magre e longilinee. La ragione, secondo gli scienziati, è da ricercarsi nell’accumulo maggiore sui fianchi e sulle cosce di acidi grassi omega 3 essenziali che migliorano le abilità mentali, ma la scoperta necessita di ulteriori studi. Era ora. La donna magra, scarna, perennemente a dieta e con il broncio, ha perso il suo appeal, va bene solo per gli stilisti che la scelgono per valorizzare l’abito.

La curvy ha guadagnato il palcoscenico, ha imparato a piacersi, apprezzarsi e valorizzarsi. Del resto cosa c’è di meglio di un dolce e florido sorriso che nasce dalla bontà di un cioccolatino?

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