Smarthphone, social network,web. Siamo tutti spiati

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I nuovi strumenti di comunicazione, smartphone, social network, banche dati e telefoni, fanno vacillare sempre più la privacy degli italiani. Nel 2012, secondo il Garante della Privacy sono aumentate le violazioni.

Consistente, tra queste, il mancato rispetto della normativa sul telemarketing, l’eccessiva conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico, l’assenza di misure di sicurezza, l’omessa o mancata notificazione al Garante, l’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. Le sanzioni riscosse ammontano a circa 3,8 milioni di euro e le violazioni segnalate all’autorità giudiziaria sono state 56.
Nel mirino del Garante sono finite banche e società finanziarie, datori di lavoro pubblici e privati, attività di marketing, compagnie di assicurazione, operatori telefonici e telematici, per un totale di 4.183 tra quesiti, reclami e segnalazioni.
Sono stati decisi 233 ricorsi e, sono state effettuate 395 ispezioni, che hanno riguardato in particolare: il telemarketing, l’uso dei sistemi di localizzazione (gps) nell’ambito del rapporto di lavoro, i nuovi strumenti di pagamento gestiti dalle
compagnie telefoniche (mobile payment), il credito al consumo e le ‘centrali rischi’, le banche dati del fisco, l’attività di profilazione dei clienti da parte delle aziende.

Il Garante ha inoltre adottato linee guida per il corretto trattamento dei dati per blog, forum, social network e siti web che si occupano di salute; ha aperto un procedimento nei confronti di Google per la poca trasparenza sulle nuove regole sulla privacy; ha rafforzato il diritto delle persone a interessate a vedere aggiornati gli archivi giornalistici on line.

Sono stati presi anche provvedimenti di divieto nei confronti di decine di Comuni che avevano messo sul web dati sanitari dei cittadini.

In un intervista al Messaggero di Roma, Antonello Soro, presidente dell’Autorità Garante per la Privacy, ha dichiarato: “I cittadini europei sono già oggetto di un monitoraggio dai colossi del web su gusti, scelte e abitudini, che è contrario alle nostre norme. Stiamo lavorando con i
colleghi europei per trovare a livello sovranazionale un punto di equilibrio tra sicurezza e privacy. Cerchiamo una bussola diversa nell’uso di strumenti che magari altri paesi, con scarsa consuetudine democratica, usano come strumenti di oppressione”.

“Quello che è emerso in questi giorni in America era in qualche modo prevedibile – ha aggiunto Soro a proposito del cosiddetto ‘datagate’ -. E’ dal 2001, dalle Torri Gemelle, che le autorità americane si riservano la possibilita di accedere ai grandi archivi telefonici e ai provider di internet. Ma oggi abbiamo davanti un sistema diffuso di sorveglianza indiscriminata e generalizzata, al di la dell’immaginazione. Si previene il terrorismo, sì, ma entrando nei dettagli della vita di milioni e
milioni di persone”.

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