Monti: Mani in tasca agli italiani? Ci pensano gli evasori

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L’usanza da parte di alcuni italiani evasori di “mettere le mani in tasca” ai connazionali onesti “va sconfitta”. Così il premier Mario Monti, intervenendo alle celebrazioni per i 215 anni del Tricolore. Monti ha sottolineato come sia “inammissibile che una quota importante di ricchezza sfugga alla tassazione accrescendo la pressione tributaria su chi non può sottrarsi al Fisco”.
Monti, di ritorno da Parigi dove ha incontrato il presidente Sarkozy, sembra procedere dritto sulla strada che ha tracciato per rilanciare il paese e fargli riconquistare la fiducia in Europa e nel mondo. E a Reggio Emilia è tornato a battere su alcuni paletti sui quali lavorare nelle prossime ore e nei prossimi giorni, anche in vista delle consultazioni annunciate con i partiti e le parti sociali: liberalizzazioni, che devono essere “equilibrate, pragmatiche ma non timide”, lotta alla corruzione attraverso una “scossa” e una “accelerazione potente” e battaglia contro gli italiani furbi e “disonesti” . Tutte “riforme” che vanno fatte con un occhio rivolto in particolare ai giovani, garantendo l’unità di tutto il paese.
Alla sua prima uscita ufficiale da presidente del Consiglio, Monti ha fatto la sua prima “parata militare”, assistendo all’alzabandiera e canticchiando l’Inno di Mameli eseguito dalla banda militare. Monti al teatro Valli, dove ha tenuto il discorso conclusivo, si è trovato in platea l'”amico” nonché predecessore Romano Prodi: “Per me – ha detto prima di abbracciarlo – è l’ex presidente della Commissione europea con cui ho avuto l’onore di collaborare”.

 

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