Monti: record di fiducia alla Camera

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Il governo di Mario Monti ha ottenuto la fiducia della Camera con 556 voti favorevoli e 61 contrari, dopo aver ottenuto quella del Senato con 281 sì. Subito dopo il voto di fiducia, il premier ha tenuto una conferenza stampa. Ecco i passaggi più importanti:

‘”Faremo in modo che lo sforzo da fare, fiscale e di ammodernamento, si richieda alle categorie che hanno meno dato fin qui” ha detto il premier. “Ci auguriamo un clima più pacato nei toni e non nell’azione”. “Per avere il consenso delle parti sociali si farà il possibile perché ci sia e si è già partito con il piede giusto nel giorni scorsi”. “Avrò la massima cura – ha spiegato Monti – perché le misure sia di ulteriore risanamento finanziario sia di riforme strutturali possano essere adottate con maggiore probabilità se presentate sottoforma di pacchetto che comporta una partecipazione da parte di diverse categorie”. “Cercherò di avere il più ampio consenso possibile” fra le forze sociali e in Parlamento e tale consenso sarà “preventivo” quando l’urgenza delle decisioni non richiederà altrimenti. “Ho incontrato il presidente della Bce Draghi sabato scorso, quando erano in corso le consultazioni, così come venerdì ho incontrato il governatore della Banca d’Italia. Ho anche contatti che non consistono in incontri fisici con queste personalità”.

Il Premier ha ribadito che il suo “non è un mandato limitato nel tempo” pur precisando che “non esiste un governo che va oltre la scadenza naturale del limite fisiologico della fine della legislatura”. Monti ha inoltre aggiunto che “la fiducia si può prendere a discrezione del Parlamento ma non avrei accettato, e in verità pochi me l’hanno chiesto, se fosse stato prefissato un termine più breve della fine della legislatura”. “Nel mio passato non si nota una particolare frequenza in cui mi sono candidato a qualcosa. Il numero è zero”.

Europa- “Giovedì – ha annunciato Monti – sarò a Strasburgo per una prima riunione a tre con Sarkozy e Merkel”. Con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy “ieri abbiamo avuto su loro iniziativa una lunga conversazione sui problemi dell’Europa e più in generale sull’UE”. “Mi hanno incoraggiato per la mia attività di governo e abbiamo iniziato a scambiarci le prime idee” in vista dell’incontro di giovedì. Un incontro che sarà “molto informale, ma con molto lavoro”. “Mi è stato chiesto dai due colleghi di dare un contributo di idee oltre che di partecipare alla discussione che avremo a Strasburgo”. “Mi è difficile dire – ha sottolineato il presidente del Consiglio – di che cosa esattamente si parlerà”, ma certamente “di cose molto importanti per l’Eurozona”.

Il prossimo Consiglio dei ministri, ha annunciato infine Monti, si terrà “lunedì mattina per adottare uno schema di decreto legislativo su Roma Capitale”. Lunedì non si parlerà invece di vice ministri e sottosegretari. Per questa decisione servirà “qualche giorno in più”.

Pensioni: “Nel sistema pensionistico ci sono troppe disparità”, ha detto il premier. “Ripetuti interventi hanno reso il sistema pensionistico tra i più sostenibili. L’età pensionabile di vecchiaia è superiore a quella di tedeschi e francesi ma il nostro sistema pensionistico rimane caratterizzato da ampie disparità di trattamento tra generazioni e categorie di lavoratori, con aree di ingiusti privilegi”.

Ici: Monti ha definito “un’anomalia l’esenzione dall’Ici delle abitazioni principali costituisce una anomalia dell’ordinamento tributario”

Lavoro: Verranno riformate, ha detto il premier, “le istituzioni del mercato del lavoro affinchè non ci sia un mercato in cui alcuni sono fin troppo tutelati e altri totalmente privi di tutele in caso di disoccupazione”.

Controllo di bilancio: Il premier ha aperto all’ipotesi di istituire un’autorità indipendente per vigilare sull’attuazione del pareggio di bilancio, sul modello di alcuni Paesi europei COSTI DELLA POLITICA: “Chi rappresenta le istituzioni a ogni livello dovrà agire con sobrietà e attenzione al contenimento dei costi dando un segnale concreto e immediato”, ha dichiarato Monti.

Province: Subito un intervento legislativo e poi riforma costituzionale. “Il riordino delle province”, ha dichiarato, “può essere disposto con legge ordinaria. La modifica costituzionale completerà il processo”.

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