Figli naturali e legittimi, nessuna differenza. Ora lo dice anche la legge

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La legge che mette finalmente sullo stesso livello i figli legittimi e i figli naturali segna in Italia un cambiamento epocale. Un momento storico molto atteso dalla maggior parte delle forze politiche, che per lunghi anni è stato motivo di dibattitto nelle aule di Camera e Senato ed ha diviso l’opinione pubblica in merito.

In pratica, grazie a questa legge i figli legittimi e figli naturali godono ora degli stessi diritti e soprattutto l’Italia è riuscita a fare un importante passo in avanti da un punto di vista etico e morale, dando la possibilità sia al padre che alla madre nel poter riconoscere a tutti gli effetti un figlio avuto in una relazione extraconiugale. Una decisione che da più parti ritengono sacrosanta e degna di un Paese civile quale l’Italia senza dubbio è, anche perché non si riesce a capire quali siano le effettive colpe del nascituro nell’essere stato concepito da una relazione per così dire clandestina e fuori dal sacro vincolo del matrimonio.
Come si suol dire oltre il danno anche la beffa.

Entrando nel merito del testo approvato alla Camera con 366 voti favorevoli, 31 voti contrari e 58 astenuti, si evince come questa legge permetta di modificare, in tutte le norme riguardanti i diritti dei figli all’interno delle famiglie, le diciture figli legittimi e figli naturali con la sola parola figli. Questo significa nello specifico che c’è stata l’equiparazione del vincolo di parentela che a sua volta conferisce lo stesso stato giuridico per qualsiasi possibile questione. In sostanza, questa legge stabilisce ad esempio, che una volta che il padre ha riconosciuto il proprio figlio anche in maniera postuma, quest’ultimo non sarà obbligato a perdere il cognome acquisito dalla madre bensì avrà facoltà di inserire entrambi i cognomi sulla propria carta d’identità.

Oltre a ciò, i diritti vengono estesi anche a tutta la famiglia nel senso più largo del termine. Ad esempio nel malaugurato caso in cui dovessero morire entrambi i genitori, automaticamente i figli a prescindere se legittimi o naturali, verrebbero affidati ai nonni oppure a zii e cugini. La differenza sostanziale è che rispetto al passato essi vengono affidati e non più adottati, una variazione di forma che a livello giuridico è sostanziale. Ovviamente, la parità di diritti è tale anche per quanto concerne le questioni ereditarie. A questo punto l’iter legislativo prevede che per questa legge debbano essere presentate le norme di attuazioni entro 365 giorni e di ciò si sta già occupando il Ministro per la Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi, che per centrare l’obiettivo ha istituto un’apposita commissione parlamentare che sarà presenziata dal professor Cesare Massimo Bianca.

Tuttavia, l’unico punto di scontro tra i vari partiti e che di fatto ha portato l’Unione di Centro di Pierferdinando Casini ed alcuni esponenti del Popolo della Libertà a mostrarsi contrari alla legge, è stato quello relativo ai figli nati da un incesto ed ossia da una relazione tra due persone legati da un parentela piuttosto stretta. L’Udc ha motivato la propria posizione in merito, evidenziando come tale punto in un certo senso sdogani l’incesto. Di parere completamente differente è Alessandra Mussolini che tra l’altro ha partecipato in maniera attiva alla stesura del testo di legge essendone una dei relatori, rimarcando come non si possa impedire ad una mamma stuprata di poter riconoscere il proprio figlio. Inoltre, per completezza, occorre aggiungere che la nuova legge prevede che possano essere riconosciuti i figli avuti da persone legate da stretto grado di parentela soltanto dietro parere favorevole da parte del giudice.

I vari partiti politici, con la sola eccezione dell’Udc, si sono mostrati tutti molto soddisfatti dell’approvazione della legge. Giulia Bongiorno di Futuro e Libertà, ha sottolineato come sia stato raggiunto un risultato storico attraverso il quale sono state eleminate per sempre delle norme che si basava su un senso della morale piuttosto antiquato. Inoltre, la stessa Bongiorno si augura che questo possa essere una sorta di trampolino di lancio attraverso il quale andare a rivedere tante altre questioni che necessitano di modiche in tema di diritti civili. La senatrice ed esponente del Partito Democratico, Vittoria Franco, ha invece posto l’accento sul fatto che finalmente dopo diversi anni di dibattiti e discussione si sia giunti ad un importante punto di innovazione in tema di diritti sociali e civili, portando di fatto ad una nuova civiltà in Italia, nelle quale per l’appunto i figli sono tutti uguali.

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