Violenza sessuale su detenuti, arrestato il cappellano di San Vittore

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Come un fulmine a ciel sereno è arrivata una notizia che mette in apprensione e sconcerta il mondo della Chiesa ed in particolar modo quello della curia milanese. Infatti, è stato arrestato il cappellano della casa circondariale milanese di San Vittore, Don Alberto Barin.

Il parroco 51enne che dal 1997 gestiva la cappella ubicata all’interno del penitenziario lombardo, è accusato di violenze sessuali e di concussione ai danni dei detenuti. Due accuse molto gravi e che mettono nuovamente in cattiva luce agli occhi dell’opinione pubblica la figura di preti, parroci e cappellani che negli ultimi anni sempre più spesso sono risultati invischiati in presunti scandali a sfondo sessuale. Secondo quanto emerso dalla ricostruzione fornita dagli investigatori, pare che Don Alberto Barin pretendesse prestazioni sessuali da parte dei detenuti in cambio di oggetti di interesse personale, di particolari tipologie di cibo, di favori di svariata natura e di alcuni vantaggi per rendere meno dura la vita all’interno del carcere. Le vittime sono tutti detenuti di origini straniera ed in particolar modo di età che va da un minimo di 22 anni fino ad un massimo di 28 anni o quanto meno questo è il target delle vittime sin qui appurate dalle indagini. In totale sono sei i detenuti accertati che hanno subito violenze sessuali e che da quando si apprende, avevano luogo all’interno dell’ufficio di Don Alberto Barin da oltre quattro anni. Le indagini sono scattate una volta che uno dei sei detenuti, ha sporto denuncia palesando la situazione che si era venuta a creare all’interno della casa circondariale. Le indagini sono durate diversi mesi e sono state portate avanti in maniera congiunta dalla squadra mobile di Milano e dagli agenti della polizia penitenziaria della stessa struttura. Secondo quanto affermato dagli inquirenti, pare che a carico di Don Alberto Barin ci siano delle prove inconfutabili che lo inchiodano in maniera decisiva. Infatti, sembra che dopo la segnalazione del detenuto, gli investigatori abbiano provveduto a posizionare delle telecamere che hanno registrato gli incontri che il cappellano aveva con le malcapitate vittime in cambio di favori, cibo ed agevolazioni di ogni sorta. L’annuncio dell’avvenuto arresto è stato dato dal capo della Procura di Milano, il dott. Edmondo Bruti Liberati, che attraverso un comunicato ha evidenziato che in seguito a delle attente indagini è stato comminato per Don Alberto Barin il provvedimento di custodia cautelare in carcere firmato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano, Enrico Manzi, dietro esplicita richiesta fatta dai pubblici ministero Lucia Minutela e Daniela Cento che hanno seguito le indagini. Attualmente Don Alberto Barin si trova nel carcere di Bollate dove è stato condotto dalla squadra mobile che materialmente ha eseguito l’arresto sempre in collaborazione con la polizia penitenziaria. Nel provvedimento firmato da Manzi si legge come il cappellano sfruttasse il proprio ruolo all’interno della casa circondariale per soddisfare le proprie necessità sessuali. Ovviamente, come detto l’accaduto ha lasciato perplessa la Chiesa ed in particolar modo la Curia milanese che commentato l’accaduto tramite una nota ufficiale nella quale si evidenzia il profondo dolore e sconcerto per quanto accaduto riponendo massima fiducia nella Giustizia affinché possa emergere la verità.

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