Un bambino su tre gioca al “Gratta e Vinci”

La crisi ha ripercussioni tremende sulla nostra società. Un’indagine Eurispes-Telefono Azzurro disegna l’identikit dei bambini italiani: preoccupati per il futuro, depressi, influenzati dalla tv e attratti dal gioco d’azzardo.
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“Non nascono fragili ma sono resi fragili da una società che presenta sfide e pericoli insidiosi, cui in molti casi gli stessi adulti non sono preparati”. Si parla di bambini e a dirlo è il presidente di Sos il Telefono Azzurro Onlus, il Prof. Ernesto Caffo, che, assieme all’Eurispes – l’istituto di ricerca privato che si occupa di analisi sociali e politiche – ha condotto un’indagine statistica sui bambini italiani. Un dato colpisce su tutti: un bambino su tre ha giocato al “Gratta e Vinci” (nella fascia 7-11 anni), ovvero il 33,7% degli intervistati. Più basse ma comunque interessanti le cifre riguardandi lotterie (11,4%) e Bingo (11,1%). Preoccupanti invece le percentuali dei bambini che hanno giocato al videopoker e alle slot-machine, attorno al 7-8%, cifre per niente trascurabili dato che si tratta di giochi d’azzardo ad alto rischio di dipendenza. Dato ancora più significativo è quello relativo ai bambini che non hanno giocato ma vorrebbero farlo, ovvero il 13,5%. In generale il quadro che viene fuori dall’indagine non è per niente rassicurante: bambini annoiati, in alcuni casi depressi, preoccupati per la famiglia e per il futuro, influenzati dalla televisione e spesso lasciati soli nella Rete. Tra i sentimenti negativi quella che emerge è la rabbia: “la prova infatti qualche volta (35,4%) o spesso (16,4%) complessivamente il 51,8% dei bambini seguiti da quanti sono arrabbiati solo raramente (21,9%).”

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