
Eppure tutte le fonti di prova portano a conclusioni diverse e cioè che Nicole Minetti, «in concorso con Fede Emilio e Mora Dario (Lele, ndr) hanno indotto e favorito l’attività di prostituzione svolta dalla minore El Mahroug Karima nella consapevolezza della sua minore età, la quale compiva atti sessuali con Silvio Berlusconi dietro pagamento di corrispettivo in danaro e altra utilità». E sempre la stessa Minetti che con Mora e Fede, «accompagnava a tal fine la minorenne in data 14 febbraio 2010 presso la residenza in Arcore di Silvio Berlusconi quindi continuando a favorirne l’attività di prostituzione svolta fino al maggio 2010». Un’accusa chiara perché nelle carte è evidenziato il ruolo centrale di Minetti, la responsabile dell’harem di via Olgettina, a Milano 2, dove sono stati trovati, oltre a giochi erotici di diverso tipo, regali del premier e anche molti soldi in contanti, in biglietti da 500 euro.
Molte sono le amiche della Minetti, invitate dalla stessa alle serate ad Arcore, che hanno raccontato ai magistrati di serate «imbarazzanti» a base di cene, striptease, travestimenti e lap dance fino alla selezione della favorita e alla distribuzione dei regalini. Una di queste ragazze ha commentato: “Quello è malato, si vede che è malato”. Il paradosso è che quest’indagine è iniziata proprio da una telefonata dello stesso Berlusconi quando la sera del 27 maggio telefonò per due volte in questura a Milano per fare affidare Ruby, “la nipote di Mubarak”, alla sua collaboratrice Nicole Minetti che mollò subito l’allora minorenne a una prostituta brasiliana.
17 gennaio 2011