E’ caos su voto italiani all’estero

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A meno quattro giorni dal referendum del 12 e 13 giugno prossimi è scoppiato in tutta la sua problematicità il caso del voto degli italiani residenti all’estero: il governo ha detto che le schede grigie con il nuovo quesito sul nucleare, non faranno in tempo a varcare i confini nazionali. E’ stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, a informare l’assemblea di Montecitorio durante il question time che “attesa la tempistica prevista dalle disposizioni vigenti in materia di voto per corrispondenza il Viminale comunica che è impossibile procedere a una nuova stampa e distribuzione agli elettori all’estero le schede col nuovo quesito sul nucleare”. E che “in merito ai voti già espressi dagli italiani residenti all’estero ogni decisione è riservata agli uffici competenti per legge”. Il ministro non ha chiarito dunque se i 3 milioni e 200mila italiani residenti all’estero verranno conteggiati nel calcolo del quorum ma l’Italia dei Valori, partito in prima linea nella battaglia referendaria, ha già preparato un ricorso alla Corte di Cassazione affinché l’ufficio centrale per i referendum consideri un ‘quorum ridotto sul nucleare, che non tenga conto cioè del numero degli italiani all’estero.

 Intanto mentre Bossi ha fatto sapere che non andrà a votare, il leader di Fli e presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha ribadito che andrà votare e anche il fronte cattolico mobilitato per la consultazione del 12 e 13 giugno oggi si muove con l’invito ad andare a votare sì per acqua pubblica e nucleare che oggi arriva dai settimanali diocesani riuniti nella Fisc, la Federazione dei settimanali cattolici.

 

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