Manovra: accordo Bossi-Berlusconi

bossiberlusconi29agosto2011
Oggi il partito democratico presenterà “emendamenti di buon senso” alla manovra che “riprendono lo spirito dell’appello lanciato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”. Lo ha annunciato ieri il vicesegretario nazionale del Pd Enrico Letta al Tg3.
L’obiettivo, ha aggiunto, è capire “perchè in queste ultime due settimane la manovra è così peggiorata, con l’aumento delle tasse e la scomparsa dei tagli alla politica”. E ha spiegato: “Presenteremo i nostri emendamenti per far sì che la politica con tagli mirati e ben fatti riesca a dare un suo contributo. Se la manovra è peggiorata, la battaglia in Parlamento sarà durissima”.
Nel frattempo Berlusconi e Bossi sembra abbiano trovato un accordo assicurano fonti della maggioranza, ma la sensazione è che Giulio Tremonti sia ancora da convincere e solo oggi pomeriggio ad Arcore si capirà se la maggioranza è stata in grado di superare lo scoglio-manovra. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti si è detto certo che “l’intesa oggi verrà perfezionata”, ma il ministro dell’Economia rimane in silenzio, pronto a parlare solo davanti alle proposte che verranno formalizzate. I contatti, ovviamene, non sono mancati, e i dubbi di Tremonti sull’Iva non paiono del tutto superati.
L’aumento dell’Iva il ministro lo aveva già messo in conto per coprire gli eventuali buchi dovuti alla delega fiscale e difficilmente Tremonti accetterà che l’intera somma così recuperata venga usata solo per ridurre i tagli ai comuni o “ammorbidire” il contributo di solidarietà, che dovrebbe scattare solo da 180-200mila euro in su. C’è poi la “patrimoniale” ipotizzata dalla Lega che però, avverte un dirigente Pdl di primo piano, “dovrà essere esaminata nella sua praticabilità”. L’unica cosa che pare certa, perché è condizione irrinunciabile per la Lega, è che non verranno toccate le pensioni.

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