Politica italiana arenata tra Rubygate e Montecarlo

Karima_Rachida_el-Marough_Situazione incandescente nel mondo politico italiano. Continuano le rivelazioni che scaturiscono dal nuovo dossier fatto pervenire alla Camera dai magistrati milanesi, dalle quali emerge che anche un’altra minorenne partecipava alle feste di Arcore: Iris Berardi, che agli inquirenti risulta essere una prostituta e che dalle intercettazioni risulta essere stata presente sia ad Arcore che a Porto Rotondo, nella villa del premier in Sardegna. Oltre alle intercettazioni ci sono anche alcune testimonianze, tra cui quella del carabiniere autista dell’auto di Emilio Fede che ha raccontato di aver spesso accompagnato le ragazze che andavano in villa ad Arcore e una sera, in particolare, tutte le ragazze trasportate erano in baby doll rosso. Al Senato ieri, intanto, si è vissuto un conflitto istituzionale senza precedenti nella storia della repubblica italiana. L’argomento era la casa a Montecarlo, appartenente secondo i documenti inviati dal governo dell’isola di Santa Lucia, al cognato di Fini, Giancarlo Tulliani. Il ministro degli affari Esteri Frattini, rispondendo all’interrogazione di un senatore Pdl, ha certificato l’autenticità del documento che attesta che il fratello della compagna del presidente della Camera è proprietario dell’immobile di Montecarlo. L’intervento del ministro al Senato ha scatenato la reazione degli uomini di Fini che, con una conferenza stampa convocata nel tardo pomeriggio, sono passati al contrattacco. Italo Bocchino, capogruppo dei finiani alla Camera, non ha usato mezzi termini: «Silvio Berlusconi – ha detto – è il mandante di questa azione di dossieraggio, il manovale è Valter Lavitola e il fattorino, come chiamato dagli americani, è Frattini». «Se Berlusconi vuole che Fini si dimetta da presidente della Camera, andiamo subito al voto e il presidente della Camera sarà un altro – ha aggiunto il capogruppo – Berlusconi ha paura del voto perché sa che sarebbe punito dagli elettori: non possono accettare che un leader moderato faccia quei festini ad Arcore. Ma sono certo che Berlusconi resterà asserragliato a Palazzo Chigi». Bocchino, inoltre, ha giudicato «gravissimo» il comportamento del presidente del Senato Renato Schifani che, «anche lui come Frattini, si presta alle richieste di dossieraggio istituzionale da parte di Berlusconi». Quanto a Frattini, i finiani lo ritengono responsabile di aver «infangato il ruolo e il prestigio della diplomazia italiana per la sua debolezza che non gli ha consentito di dire no a Silvio Berlusconi. La vicenda ha suscitato molte polemiche anche nei banchi dell’opposizione. Francesco Rutelli ha annunciato di non volere essere presente in aula per ascoltare l’intervento del Ministro; l’Italia dei Valori, con Felice Bellisario, ha detto di considerare sospetta la solerzia con cui Frattini si è presentato in aula a rispondere, a 24 ore dalla presentazione dell’interrogazione, quando alcune altre interrogazioni giacciono senza risposta da alcuni anni. Intanto, ieri in giornata, il Pdl ha fatto sapere che, il prossimo 13 febbraio, il partito del premier sta preparando una grande manifestazione a Milano alla quale prenderà parte lo stesso presidente del Consiglio, con l’obiettivo di difendere il premier contro la giustizia politicizzata. Berlusconi, in serata, partecipando alla cena per il compleanno di Micaela Biancofiore, ha dichiarato: «Non cedo di un millimetro. Gli italiani sono con me. Tutti devono prendere posizione perché sia chiaro che io non ho fatto nulla di male». In seguito non ha risparmiato critiche alla trasmissione Annozero, definendola «scandalosa» e «vergognosa», e sottolineando che «Santoro ha superato tutti i limiti».

28 gennaio 2011

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