L’inferno libico e la follia di Gheddafi

Gheddafi-Libyan_tvIl leader libico Muammar Gheddafi confinato nel suo bunker, a Tripoli parlando oggi in diretta tv e rivolgendosi alla cittadina di Zawia a 30 km da Tripoli, dove sono in corso scontri tra lealisti e rivoltosi, ha detto:
«Quel che sta accadendo a Zawia è una commedia: gli uomini di Bin Laden hanno distribuito le droghe nell’acqua, nello yogurt, nel cibo agli abitanti, che armati stanno devastando la città», poi, ha aggiunto un farneticante Gheddafi: «Se volete questo caos siete liberi. E se volete continuare a combattere fra voi, continuate pure». 
Il leader libico ha insistito sul «terrorismo internazionale» come matrice delle violenze in corso nel Paese, ma ha puntato il dito anche contro gli americani, mettendo in guardia da un eventuale «intervento militare americano con la scusa di combattere Bin Laden”. «Guardate – dice – cosa è successo in Iraq, in Afghanistan, in Pakistan: gli Stati Uniti non hanno mostrato alcuna pietà nel dare la caccia ad Al Qaeda, e ora Al Qaeda è qui». «Ad Al Qaeda – ha aggiunto – interessa solo di uccidere i vostri figli per avere il controllo della nostra nazione, a loro non interessa il bene della nostra nazione. Questa non è una vera jihad – ha poi attaccato – la vera jihad c’è stata quando abbiamo combattuto contro i colonialisti italiani».

La reazione del leader è sempre più dura. E i primi a pagare sono i civili inermi: a 30 chilometri dalla capitale, a Zawia oggi sono stati eseguiti nuovi bombardamenti contro la popolazione. Il gesto disperato del dittatore la cui crudeltà è ormai sfociata nella follia. Secondo testimonianze raccolte da al Arabiya ci sarebbero già centinaia di morti. A Zawia stamani le truppe fedeli a Muammar Gheddafi hanno lanciato un’offensiva, compiendo, secondo alcuni testimoni, un vero e proprio massacro. Tra le vittime ci sarebbero anche dei militari che si sono rifiutati di sparare sulla folla.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al termine di un incontro con il suo omologo tedesco, Christian Wulff, ha dichiarato che da parte italiana non ci sarebbero veti su eventuali sanzioni che l’Unione Europea volesse applicare nei confronti della Libia
Un intervento militare in Libia per scopi umanitari è «un’opzione possibile» secondo fonti diplomatiche dell’Unione Europea. A Bruxelles si lavora, tra le altre, anche all’ipotesi di un intervento degli eserciti, già presa in considerazione dagli Stati Uniti. Da Bruxelles si apprende, comunque, che si tratta di un’ipotesi ancora tutta da chiarire e che un intervento dovrebbe essere definito nell’ambito dell’Onu.

di Redazione

24 febbraio 2011

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