
Nonostante il caos su chi debba dirigere le operazioni militari, queste proseguono. Estesa la no fly zone sulla Libia meridionale e occidentale per un totale di 1.000 chilometri, grazie all’intervento degli aerei aggiuntivi delle forze della coalizione, tra cui le forze aeree italiane.
Muammar Gheddafi, ha dispiegato 200 cecchini a Misurata per garantire al regime «il controllo della strada che porta fuori dalla città». «Gheddafi ha bombardato la città, per il quarto giorno consecutivo», ha raccontato il portavoce alla Bbc, «La strada principale e il centro sono stati rasi al suolo». Sempre a Misurata le forze pro-Gheddafi starebbero usando civili trasportati da altre città per utilizzarli come scudi umani. Ciò non ha tuttavia impedito la liberazione della città dalle milizie del raìs in serata. Le truppe del Colonnello hanno inoltre bombardato la città di Zenten per diverse ore, a quanto riporta l’emittente araba Al Jazeera. Nel corso della giornata, da ultimo, si era sparsa la voce della possibile morte di uno dei figli del Colonnello, Kamis Gheddafi. La notizia è stata tuttavia smentita dal governo libico. Gli alleati hanno attaccato diversi porti e l’aeroporto a Sirte. Bombe anche a 750 chilometri a sud du Tripoli, a Sabah, roccaforte della tribù di Gheddafi. Esplosioni e colpi di contraerea sono stati uditi anche nella capitale, in più riprese.
L’intervento sta dividendo non solo la diplomazia internazionale, ma anche la politica italiana. E non ci sono solo i distinguo dell’opposizione. Oltre ai Responsabili, è la Lega Nord, infatti, a impensierire il Cavaliere. L’insofferenza dei leghisti riguarda in particolar modo il rischio di sbarchi massicci di profughi a Lampedusa: si rischia «un’emergenza», ha precisato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Senza contare che tra gli immigrati potrebbe celarsi qualche terrorista. Berlusconi è intervenuto in serata per rassicurare la Lega, alleato indispensabile per la prosecuzione dell’esecutivo: «Stiamo sollecitando iniziative umanitarie per quanto riguarda la popolazione e, nel nostro interesse, per prevenire flussi migratori», ha detto il Cavaliere. Perché «Sono uscite 300 mila persone dalla Libia, non libici, andando verso l’Egitto e la Tunisia. Noi siamo stati il primo Stato a inviare un’azione umanitaria con tende per circa 12 mila persone. Altri facciano la loro parte».
di Redazione
22 marzo 2011