Libia – Sarkozy: “Pronti a bombardare da soli”

Sarkozy234La confusione sulla questione libica aumenta sempre più a “Casa Europa”. Il presidente francese Sarkozy ha, ieri sera, riconosciuto ufficialmente il fronte dei ribelli ed ha dichiarato di essere pronto a intervenire militarmente anche da solo, per sostenerli. In questa posizione è seguito dall’inglese Cameron ma, non dai tedeschi che, con il ministro degli esteri Guido Westerwelle, dicono che queste posizioni servono solo “a portare acqua al mulino della propaganda del raiss”, e dall’italiano Frattini che auspica interventi di tipo umanitario, ribadendo la disponibilità dell’Italia alla no-fly zone e la disponibilità a fornire basi, nel caso in cui ci fosse una decisione Onu, Nato o Ue per interventi anche di tipo militare. Il ministro degli Esteri portoghese Amado ha riferito degli incontri con gli emissari di Gheddafi che insistono a volere «un dialogo nazionale». L’Ue gli ha risposto che Gheddafi «non ha più legittimità» e ha chiuso la porta. La Nato senza il via libera dell’Onu nicchia. Il problema è quello della completa legittimità. Che fare se Gheddafi dovesse prevalere? L’Unione europea guarda ai paesi della Lega Araba con la speranza che ci sia un intermediazione, da parte della Unione Africana, invece, nessun appoggio, in compenso ha costituito un comitato di cinque capi di Stato che si recheranno in Libia per tentare di porre fine alle ostilità. Sul piano militare, dopo un’intera giornata di bombardamenti a tappeto da terra, dal mare e dal cielo, durante la notte le forze fedeli a Muammar Gheddafi sono riuscite a penetrare a Ras Lanuf, e stanno adesso combattendo contro gli insorti all’interno dello strategico centro petrolifero della Cirenaica. Lo hanno ammesso gli stessi ribelli. Si tratta, strategicamente di una vittoria importante che potrebbe decidere, anche psicologicamente, le sorti di questa rivoluzione.

di Redazione Donnesulweb

11 marzo 2011

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