Israele: “Ultrà” ortodossi contro le donne

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Una manifestazione di ebrei ultra-ortodossi ha generato ieri, scontri con la polizia nella città israeliana di Beit Shemesh, nei pressi di Gerusalemme, da tempo teatro di scontro per la richiesta dei religiosi di segregare le donne e imporre loro un abbigliamento più “modesto”. Un agente è rimasto ferito in modo lieve e diverse persone sono state arrestate. Oggi in città è prevista una manifestazione di militanti della laicità; gli organizzatori annunciano 10.000 partecipanti.
Gli ultra-ortodossi, i gruppi di “haredim” (coloro che temono Dio, ndr) hanno preso di mira poliziotti e giornalisti, lanciando pietre, uova e spazzatura. Una troupe di un’emittente Tv ha chiesto l’intervento degli agenti dopo essere stata circondata da una folla ostile. Un’altra troupe televisiva era già stata aggredita domenica, mentre filmava alcuni cartelli che intimavano alle donne di non fermarsi davanti a una sinagoga. A Beit Shemesh numerosi cartelli invitano le donne a vestirsi “modestamente”, con maniche e gonne lunghe.
Numerosi incidenti sono avvenuti in città nelle ultime settimane, in particolare causate dal rifiuto di alcune donne di sedersi nella parte posteriore degli autobus. La segregazione delle donne sugli autobus usati dai religiosi è in vigore dagli anni ’80, ma le prese di posizione di alcune donne ultra-ortodosse contro questa pratica, riportate dalla stampa, hanno commosso l’opinione pubblica.
Domenica sull’argomento è intervenuto anche il premier Netanyahu che si è impegnato a mettere fine a tali pratiche discriminatorie contro le donne, sottolineando che Israele è uno Stato “democratico, occidentale, liberale”.

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