Isis mette all’asta i corpi delle vittime?

Isis avrebbe tentato di vendere il corpo di James Foley, reporter Usa giustiziato qualche settimana fa per 1 milione di Euro. Lo racconta il sito Usa BuzzFeed.

Isis

Isis senza scrupoli, pronto persino a mettere all’asta i corpi dei suoi prigionieri giustiziati. Ormai non ci stupisce più la brutalità del modo di procedere dell’esercito del levante (prigionieri barbaramente sgozzati, esecuzioni sommarie di soldati siriani, cristiani e yazidi perseguitati e costretti fuggire, conversioni forzate pena la morte) per di più spesso ripreso e diffuso mediaticamente per rendere ancora più visibile questo modo di procedere.

Eppure dobbiamo registrare ogni giorno un nuovo tassello che sposta l’asticella di questa barbarie.

Vedi anche: Isis, le nuove minacce, arriveremo a Roma

Il corpo di James Foley in vendita per 1 milione di dollari

La notizia arriva dal sito Usa BuzzFeed ed è stata ripresa dai principali media americani tra cui Newsweek e Fox News. L’Isis avrebbe tentato di vendere a 1 milione di Euro la testa decollata e i resti del corpo di James Foley, il reporter americano ucciso poche settimane fa in Siria.

Si sarebbe arrivati anche a garantire come “prova” un campione di sangue per il necessario riconoscimento del Dna. In questa storia rientrerebbero anche trafficanti e intermediari capaci di muoversi tra Isis e rappresentanti occidentali.

Non si sa se la trattativa si è realmente conclusa e se sia in qualche maniera mai arrivata ai famigliari di Foley.

Il business degli ostaggi e dei loro corpi

Il business degli ostaggi è una delle principali forme di finanziamento di tutte quelle cellule e organizzazioni terroristiche che dal nord-Africa, alla Somalia al Medio Oriente utilizzano il rapimento di cittadini occidentali (ma anche di bastimenti navali) e la connivenza dei governi che pagano (e non tutti lo fanno, Stati Uniti e Regno Unito si sono sempre rifiutati) per finanziarsi.

Il paradosso è che chi viene combattuto dall’Occidente è anche dall’Occidente finanziato, con l’aggravante che di mezzo ci vanno innocenti che fanno parte di organizzazioni non profit o del mondo del giornalismo.

A questo primo business, molto fiorente, si aggiunge ora anche il business legato alla macabra commercializzazione dei corpi degli ostaggi. Si è anche letto, per altro, di truffe, con ossa di animali scambiate per quelle delle persone.

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