Intervista a Milena Stasi autrice del blog “Una Finestra Di Fronte”

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La sua cucina è un vero e proprio inno ai sapori e profumi del mediterraneo, se ci si affaccia al suo blog si sentono gli aromi del Sud, ma non solo, potremmo definirlo un atelier della buona cucina. Una fotografia eccezionale ed una grafica pulita e minimalista contribuiscono a dar risalto alle sue creazioni. E’ Milena Stasi la nostra blogger del mese che ringraziamo per averci dedicato il suo tempo.
Milena la domanda é d’obbligo: perché hai aperto un blog?
Quando ho cominciato ad interessarmi di cucina e ne ho scoperto un mondo così vasto, ho sentito sempre di più l’esigenza di approfondire i vari temi e discuterne con appassionati. Dopo una serie di tentennamenti, il mio piccolo spazio ha visto la luce ed è una realtà che mi fa stare bene, poiché oltre a raccogliere le mie ricette, sua funzione primaria, mi permette in un certo qual modo di esternare ed esplorare il mio lato creativo …
Quanto incide la tradizione familiare e della tua regione nel blog?
A lungo ho avversato le ricette della tradizione regionale, anzi mi sono avvicinata ai fornelli, per preparare piatti diversi dai classici che mia madre portava a tavola. Di recente tuttavia mi sono avvicinata spontaneamente alle ricette regionali ed è come se le avessi “riscoperte”, in una gamma di sapori intensi e sopratutto legandoli ai ricordi: ho la sensazione che la mia identità (gastronomica) si sia rafforzata ed abbia acquisito una connotazione piena e completa.
I piatti che sperimento non sono molto vicini alla tradizione regionale in senso stretto, ma a ben guardare gran parte di essi è preparata con ingredienti locali, un pizzico di peperoncino qua e là e soprattutto con ricette semplici che non li snaturano: mi accorgo così che sono legati alle ricette di famiglia da un filo invisibile e coerente, quello dei ricordi.
Come scegli le ricette da pubblicare? Quali sono i criteri che ti fanno provare a sperimentare le ricette e da dove trai ispirazione?
La curiosità mi spinge a sperimentare le ricette che leggo su libri e riviste o di cui a volte mi parlano gli amici o i familiari, quasi sempre con adattamenti del caso e se, una volta assaggiate, non tradiscono le aspettative, le pubblico per condividerle, a volte annotando le modiche che si potrebbero apportare o che vorrei provare la prossima volta che le replicherò.
Le ricette che vedono le verdure protagoniste sono quelle che più delle altre destano il mio interesse ed ovviamente, da gran golosa, i dolci: forse è egoistico, ma generalmente cucino ciò che mi piace.
La tradizione gastronomica italiana é profonda e diffusa, ma é anche vero che é molto legata al territorio e spesso chiusa a sapori nuovi, di contro sempre più donne hanno meno tempo per cucinare: secondo te come sta evolvendo la nostra cultura culinaria ?
Con grande umiltà faccio mie le parole del grande G. Marchesi il quale ebbe a dire che “la cucina italiana non può inventare nulla, se prima non torna alle origini “: è un’affermazione che mi ha colpito e che ben si attaglia all’alta cucina, ma anche a quella spicciola del quotidiano.
Il passato è la linea-guida di un percorso creativo e nuovo che punta al futuro.
Pensi che le nuove generazioni, in particolar modo le giovani donne interessate al food, proseguiranno con le tradizioni?
Senza le tradizioni non siamo nulla: questo lo sappiamo tutti e sono certa che anche per le nuove generazioni, le tradizioni hanno un’importanza primaria e sono considerate meritevoli di essere preservate e trasmesse a quelle successive.
Le tue ricette sono spesso molto originali ma con un notevole equilibrio di sapore, sempre molto raffinate. Come credi che ci si educhi al gusto? Come si evolve il palato ?
Così come per la arti in generale, non si può prescindere dallo studio dei classici, anche per il gusto non si può trascendere dagli abbinamenti classici, quelli che rappresentano i pilastri della cucina, le regole alla stregua delle quali si misura l’equilibrio e la bontà di un piatto.
Il palato si evolve anche con l’esperienza e con l’età, due fattori tra l’altro strettamnte connessi, per cui in diverse fasi della vita ci si può ritrovare a gustare con piacere cibi che precedentemente non risultavano tanto graditi ed ogni volta che ciò accade, è una piccola conquista.
Quali sono le ricette che hai pubblicato e che hanno avuto più successo ? Perché secondo te?
Secondo le statistiche le ricette più consultate in assoluto sono due che appartengono alla tradizione calabrese, le melanzane sott’olio e le olive schiacciate: si tratta di conserve antichissime dal sapore verace ed unico; poi ancora la torta allo yogurt (presente in gallery) un dessert senza cottura di semplice preparazione che si rivela una delizia perfetta per i mesi caldi ed infine le ricette dei dolci con il caffè ed il motivo è di tutta evidenza.

Hai un blog da molti anni e pertanto esperienza, come evolverà a tuo avviso il mondo dei foodblogger?
Difficile fare delle previsioni: allo stato attuale è un fenomeno in crescita esponenziale, ma come tutte le parabole, credo che tra qualche anno assisteremo ad una fase discendente e forse si continuerà a parlare di cibo in modo più immediato sui social network, finché tanto interesse mediatico non si ridimensionerà .

Perché secondo te c´é tanto interesse sul food ?
Il benessere economico ha mutato il rapporto con il cibo che non è più solo un bisogno primario, ma si è arricchito di molteplici valenze: cibo “concettuale”, cibo come “esperienza sensoriale”, cibo= mangiar bene, ricerca di sapori non omologati e via dicendo.
Così negli ultimi anni è aumentato il clamore intorno al food ed inevitabilmente è divenuto un catalizzatore di interessi economici considerevoli, ma ciò nonostante siamo ben lontani dal mangiare sano che forse dovrebbe essere il grande obiettivo di tutti.
Se dovessi fare un bilancio di questi 5 anni di esperienza ?
Sarebbe sicuramente un bilancio positivo perché in questi anni non solo ho approfondito la passione per la cucina, imparando nuove tecniche e nuove preparazioni, ma soprattutto ho avuto la possibilità di conoscere persone interessanti con cui scambiare e condividere idee e per me ciò costituisce una grande ricchezza ed un’opportunità di crescita.
Realizzi delle foto meravigliose: é una passione che hai da sempre o é cresciuta con il blog?
La fotografia come forma di espressione mi ha sempre affascinata, ma mi sono sempre limitata ad apprezzare i lavori altrui.
Solo la necessità di presentare sul web ciò che cucinavo, mi ha fatto avvicinare come parte attiva alla fotografia e non ti nascondo che mi piacerebbe approfondirla seriamente: è un sogno nel cassetto.
Quanto tempo dedichi al tuo blog? Come riesci a conciliare questo con la tua professione?
Al mattino presto quando arrivo al lavoro, faccio una rapida panoramica delle news presenti sul web, ma in realtà mi dedico al blog in serata ed a volte anche nelle ore notturne: devo confessare che mi ruba più tempo di quanto vorrei, ma è una giovane creatura a cui non so dire di no e che assecondo volentieri perché la considero uno “spazio ricreativo e rigenerante” che mi aiuta a liberarmi dei pensieri! In buona sostanza il blog non sottrae tempo al lavoro, ma alla vita privata!
Qualche raccomandazione o suggerimento per le nostre lettrici?
Dedicare del tempo alla cucina, considerandolo un investimento in favore della propria salute e quella dei cari: la scelta di buone materie prime, la preferenza quando è possibile di prodotti a Km 0 ed il rispetto della stagionalità, tutto ciò è garanzia di sapori che appagano e di genuinità che aiuta a stare bene, perché “noi siamo ciò che mangiamo”.

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