Francia è allarme per protesi al silicone cancerogene

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Scatta l’allarme in Francia per i casi di tumore al seno provocati da un tipo di protesi al silicone: secondo Liberation, le autorità sanitarie francesi hanno già deciso che tutte le donne che hanno subito un’impianto con la protesi al silicone della società Poly Implant Prothese (PIP) di La Seyne-sur-Mer, nel sud della Francia, numero tre mondiale del settore per anni, dovranno sottoporsi all’espianto.
Il governo di Parigi non ha dubbi sul legame tra il difetto della protesi (che si può rompere diffondendo il liquido nel corpo della sventurata paziente), la sua qualità (il silicone usato è simile a quello più economico usato per sigillare le tubature) e la comparsa del cancro. “L’urgenza è che tutte le donne che hanno protesi Pip vedano i loro chirurghi”, si è limitata a dire stamane, in piena tempesta mediatica, la portavoce del governo, Valerie Pecresse. La decisione arriva dopo che, negli ultimi mesi, sono stati rilevati otto casi di tumore al seno ritenuti collegati alle protesi e circa 2mila donne hanno presentato denuncia contro la società Pip; che produce le protesi difettose; è stata anche aperta un’inchiesta per “omicidio involontario” dopo il decesso di una donna. Il governo adesso si trova a dover affrontare due emergenze: identificare le portatrici delle protesi incriminate e gestire le operazione di espianto; non è chiaro neanche chi debba assumersi il costo degli interventi.
Il caso francese ha indotto il nostro ministro della Salute Renato Balduzzi a convocare d’urgenza il Consiglio superiore di sanità. In attesa di conoscerne le valutazioni, si ricorda che – si legge ancora nella nota – il primo aprile 2010, con una circolare, il ministero ha invitato gli operatori sanitari a non utilizzare i dispositivi in oggetto, dopo che il 30 marzo 2010 l’Autorità francese aveva comunicato il ritiro delle stesse protesi. Nella circolare si invitava a metterle in quarantena e a segnalare eventuali incidenti.
Contemporaneamente era stato chiesto al Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute di verificare la presenza sul territorio nazionale del prodotto e di operare affinché non potesse essere più distribuito.

 

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