Bullismo al femminile,picchiata ragazzina di colore

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Ennesimo episodio di violenza tra ragazzi. Questa volta si tratta di bullismo femminile, un fenomeno che si estende sempre di più, riportata dal quotidiano Il Tirreno.

Il fatto è avvenuto a Grosseto dove alcune adolescenti hanno preso a schiaffi una loro coetanea sotto gli occhi dei ragazzi che le incitano e che filmano la scena finita poi su Youtube. l’aggravante è che la ragazzina presa a botte e insultata come negra ha la pelle di un altro colore e, nel filmato, si sente chiaro il commento “la negra se le busca”.

Il quotidiano toscano, sempre sul bullismo femminile, riporta di un altro caso accaduto a Piombino dove, un gruppo di ragazzine ha picchiato una diciassettenne colpevole di averle offese sul web attraverso Facebook.

La squadra mobile di Grosseto, interpellata dal ministero per l’Integrazione sta facendo luce sul primo caso. Lo stesso ministro Riccardi ha voluto esprimere solidarietà personale e del governo alla ragazza e alla sua famiglia: “Occorre fare – aggiunge Riccardi – una riflessione più generale sulla condizione dei nostri giovani: il bullismo, in questo caso a sfondo razzista, amplifica le sofferenze e le umiliazioni inflitte alla vittima con l’esposizione alla gogna di internet. Istituzioni, mondo della scuola e della società civile sono chiamate a un’azione preventiva ed educativa più accorta”.

Anche il direttore dei programmi Italia-Europa di Save the Children, Raffaele Milano ha stigmatizzato l’accaduto: “Questo fatto testimonia come, in un Paese in cui c’é quasi un milione di minori di origine straniera la metà dei quali è nata qui, l’integrazione sia ancora un obiettivo lontano da raggiungere e ci si debba impegnare tutti a costruire una cultura diversa a partire proprio dai ragazzi più giovani”.

Sempre da Save the Children, da un’indagine condotta dalla Ipsos, 4 minori su 10 sono testimoni di atti di bullismo online verso coetanei, percepiti ‘diversi’ per aspetto fisico (67%), orientamento sessuale (56%) o perché stranieri (43%).

“Di fronte al dilagare di questi episodi, che dimostrano una interconnessione così stretta tra la vita reale e quella ‘virtuale’, né le scuole né le famiglie – dichiara Milano -possono essere lasciate da sole. Abbiamo davanti a noi una sfida educativa dove ogni soggetto, istituzioni comprese, deve giocare la sua parte.

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