A Londra, capitale dei divorzi, sposare un ricco è diventato un mestiere

Il presidente degli avvocati vuole rendere legalmente vincolanti gli accordi pre-matrimoniali

(25 ottobre 2009) – Se qualche giovane fanciulla stava covando l’idea di sposarsi un ricco e potente imprenditore, magari anzianotto e con il vizio del tradimento, sperando poi di avere il prima possibile il pretesto per richiedere un divorzio tempestivo e assai proficuo, la meta preferita fino ad oggi era la Gran Bretagna. Si, perché è risaputo che Londra è la patria del divorzio facile e molto redditizio, vista la magnanimità dei giudici nello stabilire la quota di buona uscita spettante alla ormai ex moglie.
 
Ora invece la baronessa Deech, presidente del Bar Standards Board – sorta di ordine degli avvocati britannico -, si sta battendo per rendere legalmente vincolanti gli accordi pre-matrimoniali anche nel Regno della Regina Elisabetta. La Gran Bretagna era ormai diventata la capitale dei divorzi eccellenti vista la facilità con cui i membri della magistratura accordavano ricchi assegni alle ex mogli di facoltosi uomini d’affari o dello spettacolo. «Se sposi un capitano d’industria – ha detto la Deech al Financial Times – lo diventi anche tu per il resto della vita, almeno per quanto riguarda il tenore della vita». Il sistema legale, ha proseguito, è dunque colpevole di lanciare il seguente messaggio: «Sposare un ricco è un sistema alternativo a quello di trovarsi un lavoro».
 
Rendere legalmente vincolanti gli accordi pre-matrimoniali, così come avviene in Europa, porrebbe dunque un freno a tale pratica. A questo proposito resta celebre il caso di Heather Mills, la ex modella che nel 2002 sposò Paul McCartney; i due dopo 4 anni di matrimonio e una figlia, Beatrice, decisero di separarsi, dando il via ad una feroce battaglia che si è conclusa lo scorso anno, con l’assegnazione a favore della Mills di ben 24 milioni di sterline. La Commissione legislativa sta studiando una riforma sugli accordi prematrimoniali – che al momento sono presi in esame in tribunale a discrezione del giudice – e pubblicherà le sue indicazioni entro il 2012.

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