Trump al vertice Nato di Ankara: cosa è successo, cosa ha detto su Iran, Europa e Groenlandia. Ecco chi può limitare il suo potere.
Dopo aver dichiarato la fine degli accordi con l’Iran, espresso il desiderio di controllare la Groenlandia, annunciato la fine degli accordi commerciali con la Spagna e attaccato l’Europa, al vertice NATO di Ankara, una domanda sorge spontanea: chi può fermare davvero Donald Trump? Proviamo a capirlo in questo articolo.

Chi può fermare il presidente americano?
Quando si parla di “fermare Trump” non si intende rimuoverlo dalla Casa Bianca, ma capire quali strumenti possono limitarne il potere durante il suo secondo mandato, soprattutto in materia di politica estera, difesa, commercio internazionale e rapporti con gli alleati.
Il Congresso
Il primo contrappeso previsto dalla Costituzione americana è il Congresso. Camera e Senato possono approvare o bloccare leggi, controllare i fondi federali, aprire commissioni d’inchiesta e influenzare molte decisioni della Casa Bianca.
Tuttavia, questo meccanismo funziona solo se esiste una maggioranza politica disposta a contrastare il presidente. Finché il Partito Repubblicano continua a sostenerlo, il Congresso può rallentare alcune iniziative, ma difficilmente riesce a fermarle. Questa situazione potrebbe cambiare in caso di risultato negativo alla elezioni di Midterm, ma al momento è solo un’ipotesi.
I tribunali federali
Un altro limite è rappresentato dalla magistratura. I tribunali federali possono sospendere ordini esecutivi o provvedimenti dell’amministrazione se ritenuti contrari alla Costituzione o alle leggi degli Stati Uniti. Si tratta però di un controllo che richiede tempo: molte controversie arrivano fino alla Corte Suprema prima di una decisione definitiva.
Gli Stati federati
Anche i singoli Stati possono opporsi ad alcune politiche dell’amministrazione federale. Governatori e procure locali hanno margini di autonomia su immigrazione, ambiente, sanità e diritti civili, rendendo più difficile l’applicazione di determinate misure.
Non possono invece incidere direttamente sulle decisioni di politica estera o sul ruolo degli Stati Uniti nella NATO.
Gli alleati internazionali
Neppure la NATO può bloccare un presidente americano. Gli alleati, però, possono aumentare il costo politico e diplomatico delle sue decisioni. Un fronte comune tra Europa, Canada e gli altri Paesi membri può rendere più complessi i negoziati su difesa, Ucraina, Russia e sicurezza internazionale.
Mercati e opinione pubblica
Esistono infine limiti non istituzionali. Le reazioni dei mercati finanziari, le pressioni delle imprese e il consenso degli elettori possono influenzare le scelte della Casa Bianca quando una decisione provoca instabilità economica o tensioni internazionali.
In definitiva, Trump non può essere fermato da un solo soggetto. Il suo potere può essere contenuto solo dall’azione combinata di Congresso, magistratura, Stati federati, alleati e opinione pubblica. Il fattore decisivo, però, resta politico: finché mantiene il sostegno del Partito Repubblicano, il suo margine di manovra rimane molto ampio.
Le dichiarazioni del presidente USA
Il summit di Ankara ha offerto un nuovo esempio di questo scenario. Trump ha annunciato la fine del cessate il fuoco con l’Iran, rilanciato l’idea che gli Stati Uniti dovrebbero controllare la Groenlandia (facendo infuriare la Danimarca) e minacciato nuove misure commerciali contro la Spagna.
Durante il vertice il presidente americano ha comunque rassicurato i leader dell’Alleanza affermando che gli Stati Uniti intendono restare nella NATO. Allo stesso tempo, però, ha ribadito le sue critiche agli alleati europei, confermando un rapporto sempre più difficile con diversi Paesi membri.
Cosa ha detto Trump sulla Meloni
Tra i bersagli del presidente americano è finita anche Giorgia Meloni. Il tycoon ha dichiarato di apprezzare personalmente il presidente del Consiglio, definendola “una brava persona”, ma ha criticato duramente la posizione dell’Italia durante la crisi con l’Iran.
Secondo il presidente degli Stati Uniti, Roma non avrebbe sostenuto Washington nel momento del bisogno, inserendo anche l’Italia tra i Paesi che, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, avrebbero rifiutato di aiutare gli Stati Uniti nella gestione della crisi iraniana.
Perché Trump è così difficile da fermare
Le dichiarazioni rilasciate ad Ankara confermano la linea di Donald Trump nei confronti degli alleati storici degli Stati Uniti. Dalle tensioni con l’Iran alle critiche rivolte a Giorgia Meloni e ai principali Paesi europei, il presidente dimostra di poter influenzare profondamente gli equilibri internazionali.
Ed è proprio per questo che la risposta alla domanda iniziale resta più attuale che mai: nessuno, da solo, può fermare Trump. A limitarne le decisioni possono essere solo le regole del sistema istituzionale americano e il peso della politica, sia interna sia internazionale.

Roberto D’Eugenio è nato in provincia di Teramo nel 1989. Laureato in economia e commercio presso l’Università G.D’Annunzio Chieti-Pescara e redattore da diversi anni, scrive articoli di economia e attualità per Donne Sul Web