
Dopo la chiusura di ieri che aveva superato quota 400 punti, oggi in apertura i mercati continuano a non fidarsi dell’Italia, lo spread tra Btp e il Bund tedesco vola a 433 punti.
Si attende una reazione da parte del Governo che sembra arroccato sulle sue posizioni. Secondo le indiscrezioni, una riunione del Consiglio dei ministri potrebbe tenersi giovedì mattina mentre per domani Silvio Berlusconi ha convocato lo stato maggiore del Pdl.
La prudenza del Governo si spiega con l’attesa di ciò che verrà deciso nel vertice del G20 che si tiene a Cannes giovedì e venerdì prossimi. Palazzo Chigi ribadisce che il problema della non credibilità dell’Italia sui mercati non è legato alla premiership di Berlusconi ma a una nuova fase di internazionalizzazione della crisi economica. Berlusconi conferma intanto che parlerà alle Camere l’8 e il 9 novembre per illustrare gli impegni del Governo e una nuova manovra correttiva sui quali potrebbe chiedere il voto di fiducia.
Il presidente della Repubblica si è espresso duramente ieri al Quirinale, sulla crisi: “Per quanto antico o permanente sia il rischio del legiferare confusamente, in modo contraddittorio e tecnicamente difettoso, non c’è dubbio che in tempi recenti vi sia stato un sensibile scadimento del processo di formazione delle leggi”.
Anche il Senatur ha voluto dire la sua, dal suo personalissimo punto di vista: “Le tasse permettono di mantenere un pubblico impiego sterminato, milioni di persone vivono alle spalle del nord, ditemi se e’ un Paese che puo’ durare, Io ho i miei dubbi, non basta metter fuori la bandiera tricolore”. Cosi’ il leader della Lega Umberto Bossi.
Poi il senatur dice che “bisogna fare le gabbie previdenziali, e’ una bella idea, al nord danno piu’ di quello che ottengono, mentre al sud danno poco e ricevono di più”.
Rispetto alla crisi, Bossi dice che ancora non siamo salvi dal fallimento: “Non e’ mica facile fare le cose, non e’ che uno a va a Roma, schiaccia un bottone ed e’ tutto a posto”.
L’analisi delle opposizioni è di segno opposto ed evidenzia la gravita’ della situazione dell’economia italiana, a un passo dal default. Sottolinea Pierluigi Bersani, segretario del Pd: “L’Italia è in pericolo, serve un colpo di reni. Servono subito delle novità politiche e riforme immediate. E’ del tutto evidente che le promesse del governo all’unione europea hanno avuto un effetto nullo a causa della mancata credibilità dell’esecutivo e dell’inadeguatezza degli impegni”.