
Altri cortei sono stati organizzati anche nelle principali città del paese, come Sfax, Monastir, Kasserine e Sousse. Gli organizzatori chiedono al governo che venga messo al bando Rcd e che sia allontanata dalla vita politica l’intera leadership del partito di Ben Ali. Ieri, per rassicurare la popolazione, tutti i ministri del nuovo esecutivo provenienti dalla vecchia nomenclatura hanno dato le dimissioni dall’Rcd e, contestualmente, il governo ha anche confermato di essere pronto a varare un provvedimento di amnistia generale che permetta il rientro in Tunisia di tutti gli oppositori sul cui capo pendono condanne di vario genere. Tra loro anche il leader islamico Rachid Ghannouchi, che guida il partito Ennahdha (Risveglio).
Intanto blogger tunisini vicini all’opposizione sostengono che il nipote del deposto presidente tunisino Ben Ali, Imed Trabelsi, non sarebbe morto durante la rivolta di Tunisi, come affermato nei giorni scorsi dai media internazionali, ma sarebbe ancora vivo e rifugiato in Italia.
21 gennaio 2011