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Vacanze: quanti giorni di ferie fanno i politici e quante un italiano che lavora?

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Abbiamo fatto i conti: ecco quante sono le ferie di un politico e i giorni che invece spettano agli italiani che lavorano

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Ci avviciniamo ad agosto, periodo tradizionale di ferie per molti italiani, tra cui i nostri politici che faranno una interruzione dal lavoro piuttosto lunga con inizio il 4 agosto e ripresa un mese abbondante dopo. Ma quanto lavorano i parlamentari e quante ferie fanno? E quante ferie in media invece fa un italiano?

Quanto lavora un parlamentare?

I dati riferiti al 2015 (fonte Openpolis) parlano di una media lavorativa di 20,7 ore settimanali alla Camera dei deputati e di 12,5 al Senato della Repubblica. Il dato si amplia per chi lavora nelle commissioni (27 ore alla Camera e 22,6 al Senato).

A Natale 2016 la Camera ha fatto 19 giorni di vacanza, il Senato 20 (hanno ripreso rispettivamente il 9 e il 10 gennaio). Ad agosto la pausa dovrebbe durare (ad oggi non ci sono comunicazioni ufficiali sulla ripresa dei lavori ma solo sulla data di interruzione) dal 4 agosto all’11 settembre, con possibile anticipo al 4 per le commissioni. Insomma, un altro mese/40 giorni di stop. Si tenga però conto che la riapertura delle Camere è sempre possibile e in passato i rientri anticipati ci sono stati.

193 giorni di chiusura

Nell’anno 2016 la Camera:

  • è stata aperta per 176 sedute
  • le sedute hanno avuto una durata media di 4,7 ore
  • la Camera è stata chiusa 189 giornate.

Riassumendo: nel 2016 i giorni lavorativi, tolti sabati e domeniche e festività ufficiali, erano stati per gli italiani 252. Un deputato ha fatto 2 mesi abbondanti di vacanza, cui dobbiamo aggiungere anche 11 giorni di festività riconosciute dallo stato (Natale, Santo Stefano, Pasqua, 25 aprile ecc.) per un totale di 74 giorni di ferie, cui vanno poi sommati tutti i week end che è una cifra doppia rispetto a quella degli italiani che lavorano (il minimo di legge per i dipendenti è 4 settimane).

Qui sotto lo storico delle sedute anno per anno dal 2013 al 2017.

Per quanto riguarda invece il Senato nel 2016 si sono tenute 180 sedute con una durata media di sessione di circa 3 ore.

Un nota importante. Questi dati sono esclusivamente quelli delle sedute parlamentari, quindi non comprendono le riunioni delle varie commissioni di cui molti parlamentari fanno parte e di questo va tenuto conto per non dare un giudizio affrettato e populistico.

Vedi anche: Ma i politici italiani sanno usare Twitter

In parlamento c’è chi non va mai…

Ci sono parlamentari che detengono record di assenze:

  • per quanto riguarda i deputati il meno presente è stato Antonio Angelucci, assente nel 99,6% delle sedute, seguito da Marco Martinelli assente nell’88% delle votazioni (entrambi sono di Forza Italia. Al terzo posto Filippo Piccone di Ap-Ncd con 86% di assenze e poi Giorgia Meloni leader di Fratelli d’Italia assente nell’85% delle votazioni.
  • Tra i senatori il meno presente è stato Niccolò Ghedini con 99,2% di assenze, seguito da Denis Verdini con il 90% di assenze e da Giulio Tremonti con l’81%.

Per non fare un torto citiamo anche i più presenti che sono stati alla Camera la Pd Cinzia Fontana (un 100% di presenze per lei) e al senato il Mpd Carlo Pegorer (99,83% di presenze).

Ma cosa fa un parlamentare?

Vota le leggi e partecipa alle commissioni che le preparano, prende parte a tutte le riunioni dei gruppi, del partito. Ma il parlamentare, se fa bene il proprio lavoro, ha un compito molto duro che consiste nel rappresentare il popolo italiano in base alla sua circoscrizione. Quindi va calcolata anche un’attività sul territorio che lo ha eletto, per ascoltare i problemi e le esigenze dei cittadini e delle realtà produttive, per spendersi nelle mediazioni e nel lavoro di “lobbying”.

Dunque il mestiere del politico non può certo esaurirsi nel conteggio di quanto si sta seduti sullo scranno parlamentare. Si deve anche tenere conto che il sistema italiano, con le sue lunghezze procedurali, è spesso spostato verso il Governo nell’atto legislativo e la decretazione di urgenza fa sì che il parlamento in tanti casi venga sostanzialmente svuotato dei suoi poteri.

Quindi è giusto controllare le ore di lavoro in parlamento e stimolare la maggior presenza (come per altro hanno fatto gli ultimi due presidenti della Repubblica) ma consideriamo il mestiere del parlamentare a tutto tondo, senza pregiudizi.

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