Robbie Williams, il nuovo album: un ritorno allo swing. VIDEO

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Nel nuovo disco di Robbie Williams un duetto con Michael Bublè, tante cover e inediti per l’ex Take That.

L’ultima volta che si diede allo swing, nel 2001 con “Swing When You’re Winning“, fece il botto (7 volte disco di platino). Ora Robbie Williams ci riprova col nuovo disco “Swings both ways”, seconda escursione nello swing che vede l’ex Take That alle prese con le atmosfere dell’America degli anni Cinquanta riportare al presente con lo stesso spirito di allora.

Duetti con Lily Allen, Kelly Clarkson, Olly Murs, Rufus Wainwright e soprattutto con un golden boy dello swing come Michael Bublè. Tanti classici ma anche qualche inedito (il singolo “Go Gentle” è fra i dieci brani più scaricati su iTunes Italia), larghe dosi di eleganza e soprattutto una gran voglia di gigioneggiare microfono in mano che dal vivo avrà modo di sfogarsi come non mai (Williams sarà in concerto in Italia il 1 maggio a Torino). Questi gli ingredienti di un disco perfetto per le festività natalizie, infarcito di standard eseguiti al meglio (“Dream A Little Dream”, “Little Green Apples”) e con qualche duetto davvero ben riuscito, su tutti quello con Bublè per “Soda pop” e quello con Wainwright, anche autore della title-track.

“Ho sempre saputo che dopo “Swing When You’re Winning” ne avrei fatto un altro – ha raccontato Robbie Williams per presentare il disco – e penso che questo sia il momento giusto. Mi piace lo showbiz e mi piace la mia vita, e la mia idea è che ogni volta che faccio uscire un disco debba essere un evento. L’album questa volta è un tributo ben preciso e uno sguardo pieno d’amore verso un periodo di questo pianeta a cui non sono stato invitato, in cui non ero nato e avrei voluto esserci, con cui sento un legame davvero forte”. Insomma tanta nostalgia per un tempo mai vissuto e la volontà di dare un contributo d’amore al mondo (“spero di portare un po’ di romanticismo”).

D’altra parte Robbie Williams è così: non solo uno dei più grandi entertainer del pianeta, ma anche uno degli ultimi portatori sani di un’idea di pop che, accanto allo spettacolo e alla voglia di stupire, non dimentica di mettere al centro le canzoni. E di cantarle come il dio dello swing comanda.

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