Ligabue, rabbia per l’Italia nel nuovo disco. VIDEO

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Amore e indignazione in “Mondovisione”: Ligabue rock per un nuovo riscatto personale e collettivo.

“Chi doveva pagare non ha mai pagato per la carestia / chi doveva pagare non ha mai pagato l’argenteria / chi doveva pagare non ha mai pagato”. Recita così “Il muro del suono“, prima canzone del nuovo disco di Ligabue intitolato “Mondovisione“.
Il decimo lavoro in studio del rocker di Correggio non le manda a dire sulla situazione politico-sociale italiana e lo fa con una manciata di canzoni che guardandosi intorno non evitano rabbia, amarezza ma anche tanta voglia di riscatto.

Indignazione e sentimenti privati sono i due temi portanti di un album prodotto per la prima volta dal tastierista della sua band Luciano Luisi, che riporta Ligabue ad una dimensione più rock rispetto al passato, ma con qualche novità di rilievo.
La scrittura di Ligabue è una macchina da guerra, macina singoli uno dietro l’altro e ballad ad alta intensità emotiva con la stessa facilità con cui raduna folle oceaniche negli stadi d’Italia (il nuovo tour nelle grandi arene partirà il 30 maggio da Roma).
Quelli che cambiano qui sono invece alcuni dettagli, come un utilizzo quasi minimalista del piano, qualche spruzzata di elettronica e un vigore live che saprà farsi valere questa estate.

Tanta voglia di portare un contributo al difficile momento dell’Italia, si diceva, ma anche un’apertura del proprio privato che non si era mai vista prima. Così se il primo suonatissimo singolo “Il sale della terra” alterna una dietro l’altra una serie di immagini sul Belpaese e le sue disgrazie, il secondo singolo “Tu sei lei” è una dichiarazione d’amore a cuore aperto e col sorriso sulle labbra (“se l’universo intero / ci ha fatto rincontrare / qualcosa di sicuro vorrà dire”).
E, al di là dei temi, è proprio questo incrocio di rabbia e amore che Ligabue sembra suggerire come benzina per ripartire quando si cade. Non un consiglio da maestro il suo, quanto il pensiero di un uomo che rintraccia la sua verità in un mondo accartocciato su stesso. Proprio come quello della copertina che cita Carosello e cerca nello spazio stellare una risposta.

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