Arriva il primo disco di Lorde, l’autrice di “Royals”

E’ il nuovo fenomeno del pop: si chiama Lorde, ha 17 anni ed è una cantautrice che viene dalla Nuova Zelanda. “Pure Heroine” il titolo del suo disco che ha venduto oltre 4 miloni e mezzo di copie con “Royals”.
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“Royals” è stato uno dei pezzi più gettonati dalle radio in Italia ma anche nel resto del mondo. 4 milioni di download digitali, numeri da record, soprattutto per una diciassettenne debuttante. Sì perché Lorde dalla Nuova Zelanda, carta d’identità alla mano (classe 1996), è il nuovo astro nascente del pop mondiale e la definizione per una volta non è scontata.

Scoperta all’età di 12 anni da un talent scout della A&R, Scott Maclachlan, Ella Maria Lani Yelich-O’Connor (questo il suo vero nome) è stata messa sotto contratto dalla Universal l’anno successivo e da lì ha iniziato una scalata verso il successo che non si è mai fermata. Con un team di produttori di primissimo livello ha pubblicato lo scorso marzo il suo primo ep “The Love Club”, che contiene “Royals”, autentico best-seller prima in Nuova Zelanda, poi negli USA (85 mila copie in una sola settimana) e quindi nel resto del mondo.

Il brano è una ballad dalla ritmica felpata che si rifà all’electro-pop anni ’80 e al soul tradizionale di Otis Redding e Etta James. Un miscuglio non nuovo, ma riportato in auge con grande personalità dalla cantante che sembra voler dominare le classifiche mondiali all’insegna di un modo di fare musica raffinato ma seducente, che mischia tematiche d’amore anche dolorose (dice di ispirarsi ad uno scrittore duro come Raymond Carver) con malinconiche melodie a presa rapida.

 

Il disco in uscita in questi giorni in formato cd (ma in digitale è disponibile già da settembre) rimane sulle stesse lunghezze d’onda, e il nuovo singolo “Team” ha tutte le carte in regola per essere il degno successore di “Royals”. Del resto Lorde è una ragazzina che batte tutti i record: nel suo paese nei mesi scorsi si ritrovò con ben quattro brani in classifica mentre Billboard le ha già dedicato una copertina e le principali società di edizioni musicali del pianeta si sono contese i suoi brani a suon di cifre a sei zeri.

Certo, le polemiche intanto non mancano: il testo di “Royals” è stato tacciato di razzismo per alcuni riferimenti all’immaginario hip hop americano, ma sono solo effetti collaterali al successo improvviso e meritato di una cantante che contrappone alle performance sboccate di personaggi come Miley Cyrus semplicemente la forza emotiva della sua voce e delle sue canzoni.

 

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