Un attestato per certificare i consumi energetici

Rispettare l’ambiente farà aumentare il valore delle abitazioni

(25 ottobre 2009) – Una delle più efficaci fonti di energia alternativa è senza dubbio il risparmio. Presto la guerra agli sprechi, che sono tantissimi e spesso avvengono senza che ce ne accorgiamo, verrà regolamentata dalle istituzioni. In Trentino Alto Adige, per certificare i consumi e adeguarli alle effettive necessità familiari, è necessario l’intervento di un tecnico specializzato. Presto questa regola verrà estesa a tutte le regioni d’Italia, poiché in un decreto del 2 aprile, il presidente della Repubblica ha fissato i requisiti energetici minimi per i nuovi edifici e per le ristrutturazioni di quelli esistenti. Inoltre, da giugno è in vigore un Decreto Ministeriale che definisce le linee guida in materia.
Tutte le abitazioni ristrutturate, costruite ex-novo o vendute, dovranno essere accompagnate da un Attestato di certificazione energetica (ACE), che li inquadri in una classe energetica a seconda dei consumi. Una classificazione simile a quella in vigore per gli elettrodomestici. Il valore della casa sarà più elevato se la classe energetica è alta. La classificazione è nata in seguito alla direttiva dell’Unione europea 2002/91/CE, che rappresenta l’applicazione concreta del protocollo di Kyoto contro l’inquinamento del pianeta e il riscaldamento globale.
La certificazione della nostra casa permetterà di scoprire quanta energia va sprecata e quali sono le cause degli sprechi. In seguito si potrà intervenire per rimediare: si potrà ad esempio sostituire la caldaia o far isolare tetti e muri per godere di vantaggi immediati: le bollette saranno più leggere, e si contribuirà meno alle immissioni di CO2 nell’atmosfera. I risparmi potranno aggirarsi nell’ordine dei 30 kw per metro quadrato: in media una casa italiana consuma intorno ai 150 kw per metro quadrato, dunque il risparmio sarebbe tangibile. L’obiettivo futuro è quello di far sì che le abitazioni possano essere autosufficienti dal punto di vista energetico, producendo autonomamente quanto consumano. I benefici saranno evidenti anche nell’economia del Paese, poiché il 40% dell’energia nazionale viene consumata dalle famiglie.

 

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