La certificazione energetica

I consigli dell’Architetto Andrea Veronese, certificatore energetico e progettista ecosostenibile

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Tutti ne parlano, ma sapete davvero di cosa si tratta? I vantaggi sono tanti, e non solo per l’ambiente. Infatti, a seconda della classe energetica di appartenenza (A+ è la più alta, G la più bassa), aumenta o diminuisce il valore dell’immobile

È stata introdotta dall’Unione Europea in attuazione del Protocollo di Kyoto. Lo scopo della Certificazione Energetica è quello di dotare gli immobili di una “classe energetica”, proprio come avviene già da tempo per gli elettrodomestici.

L’idea alla base è che il mercato immobiliare selezionerà gli edifici più efficienti penalizzando quelli meno efficienti, esattamente come accade per frigoriferi e lavastoviglie (e che, di conseguenza, le case con una classe energetica migliore varranno di più sul mercato). In Italia è stata recepita con il DLGS 192/2005 (e successive modifiche) e dal Decreto attuativo del 26/06/09.

Fotolia_17012629_XSSu tutto il territorio nazionale devono dotarsi di Certificato Energetico:
1. gli edifici di nuova costruzione;
2. gli edifici in ristrutturazione sopra i 1.000 mq;
3. gli edifici e le singole unità nel caso di trasferimento a titolo oneroso (escludendo quindi le donazioni);
4. gli edifici per i quali si richiedono agevolazioni di qualsiasi natura.

Il certificato energetico ha una validità temporale massima di dieci anni a partire dal suo rilascio.
La legge nazionale consente, inoltre, alle regioni di legiferare autonomamente. Quindi, è sempre opportuno verificare se la propria regione abbia adottato una normativa specifica (come per esempio la Lombardia e la Puglia).

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