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Le radiazioni solari: perché fanno bene, perché fanno male
Benefici
. Il sole favorisce la sintesi della vitamina D, che sovraintende allo sviluppo e alla mineralizzazione dell’apparato scheletrico (ossa e denti). Esporsi al sole quindi fa bene, soprattutto ai bambini in fase di crescita, ma anche agli adulti, in giusta dose. Gli Uv, inoltre, hanno un’azione battericida, utile per alcune affezioni della pelle. Inoltre l’abbronzatura, pur essendo un fatto meramente estetico, fa sembrare tutti più in forma, più belli: e le donne di tutta la fascia del Mediterraneo lo sanno bene, e non ci rinunciano.

Danni. Sulla nostra pelle arrivano vari tipi di raggi, oltre a quelli luminosi, tra cui gli UvB, gli UvA e gli infrarossi. Gli UvB sono dannosi nel breve termine: sono energici, sollecitano la produzione di melanina e quindi l’abbonzatura, e possono provocare scottature che rasentano l’ustione. Gli UvA sono meno potenti ma arrivano più in profondità: non stimolano l’abbronzatura, la intensificano, ma arrivano al derma e danneggiano le fibre elastiche, collagene ed elastina, in modo silenzioso e a un primo momento invisibile: è il cosiddetto photoaging, che rende i tessuti meno elastici e porta alle rughe precoci. Una volta che il danno si evidenzia, è troppo tardi per porvi rimedio: ce lo dobbiamo tenere.

I raggi infrarossi (IR) generano calore. Si suda, ci si disidrata. L’organismo a volte non è più capace di regolare la propria temperatura. Per questo è facile incorrere in un colpo di sole, soprattutto da piccoli, quando la termoregolazione non si è ancora stabilizzata. Non dimentichiamo poi che il calore porta a vasodilatazione, dannosa per chi ha problemi venosi.