Politica Italiana – New York Times e Financial Times: Berlusconi ha fallito

Berlusconi__12_-2010Ambedue i quotidiani si sono occupati ieri della politica italiana con molta severità e senza usare mezzi termini. Il New York Times traccia un quadro poco rassicurante dell’attuale situazione politica italiana secondo il quale, Berlusconi è “un sopravvissuto” e il governo, dopo il voto di fiducia di martedì, è ormai “screditato e non gode di una maggioranza per lavorare. Questa non è una situazione che l’Italia può tollerare molto a lungo. Servono con urgenza nuovi leader, nuove elezioni e un approccio di governo più onesto”.
“Gli investitori sono nervosi per l’Italia”, si legge sul NYT, “l’Italia non è la Grecia o l’Irlanda, il suo deficit è gestibile e gran parte del suo debito nazionale è in mani italiane”. Ma il problema , dice il quotidiano americano (supportando quanto dice la Marcegaglia da mesi), è la crescita: il Paese cresce poco e meno dei suoi vicini europei, era così già prima della crisi, “affondato dalla corruzione dilagante e dalla burocrazia pesante ad ogni livello di amministrazione”. Gli italiani avrebbero invece bisogno di “un governo credibile, che può chiedere sacrifici duri alle famiglie, ottenere pazienza dai creditori all’estero e il sostegno degli altri governi europei”.
Per quanto concerne il premier invece, il NYT dice che il fallimento di Berlusconi, è prima di tutto “personale”. 

Il premier “si è alienato anche i suoi alleati politici più stretti”. La sua permanenza a Palazzo Chigi “ha estenuato l’italia, indebolito il confronto pubblico, indebolito lo stato di diritto”.

 Ma le responsabilità non sono solo del premier. “Tutti i politici italiani hanno una parte di colpa per il paese, per questo caos. Ma il signor Berlusconi è stato colui che ha promesso di migliorare le cose. Invece, le aggrava. Per ora, rimane in carica. Un prolungamento al governo che non è la risposta appropriata. L’Italia ha bisogno di un nuovo governo coraggioso e credibile per riparare i danni dell’era Berlusconi”.
Per il Financial Times, invece, “Berlusconi deve avere delle unghie resistenti” se, nonostante “la violenza nelle strade di Roma e le risse in Parlamento”, è ancora “aggrappato al potere”.
“Ma il più grande perdente – continua il FT – come spesso accade durante questa guida-farsa di Berlusconi, è l’Italia. La violenza che ha accompagnato il voto di martedì è stata la peggiore dal 1970. Proprio come i danni causati, il voto prolungherà la paralisi politica. 
La settima potenza economica più grande del mondo ha bisogno di riforme. Un giovane su quattro è disoccupato, la crescita è debole e anemica; il debito pubblico ha toccato i 1.800 miliardi di euro. Berlusconi ha dimostrato al di là di ogni dubbio che egli è incapace di affrontare queste sfide. La tragedia in Italia è che non è emerso nessuno che abbia le capacità per scacciarlo”.

17 dicembre 2010

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