Terme, purché immerse nella natura

Per questo motivo, l’Umbria rimane una meta privilegiata per chi cerca benessere e tranquillità

(25 ottobre 2009) – Il turismo che punta verso mete termali sta vivendo un buon periodo. Per scoprire le ragioni di questo successo, l’Osservatorio umbro sul turismo ha realizzato un’indagine, da cui emerge che i visitatori non chiedono più soltanto le cure che fanno bene alla salute, ma un benessere “totale”. La ricerca, presentata a Trevi, città umbra che ha ospitato una delle tappe di “Vitae – Borsa del Turismo del Benessere”, ha messo in evidenza come i viaggiatori termali cerchino di concedersi un periodo di relax per ritrovare serenità e mantenersi in forma. Per questo chiedono che le strutture a cui si rivolgono siano immerse in contesti rilassanti: che abbiano dunque un ricco patrimonio naturale, città non eccessivamente grandi e caotiche, lontane dai percorsi battuti solitamente dal turismo di massa.

L’offerta termale dell’Umbria non è ricchissima: nella regione ci sono le terme di Fontecchio a Città di Castello, quelle di San Faustino a Massa Martana e le Terme Francescane a Spello. Però, come ha evidenziato la ricerca dell’Osservatorio sul turismo, l’Umbria rimane comunque una meta privilegiata per chi cerca benessere, pace e tranquillità, grazie alla ricchezza della propria natura. Lo hanno compreso già da tempo gli operatori della ricettività, che hanno deciso di investire sul settore del benessere. Delle 78 strutture ricettive della regione, 29 hanno allestito un vero e proprio centro benessere, mentre 37 imprese mettono a disposizione della propria clientela attrezzature e servizi wellness. Il 45 per cento dell’offerta ricettiva umbra è poi composta da agriturismi e country house, per far vivere ai propri clienti un periodo in cui possono “ricaricare le batterie” a stretto contatto con la natura rasserenante dell’Umbria. 

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