Pensione minima: a chi spetta di diritto. Requisiti e novità 2019

La pensione minima è quella ritenuta tale dalla normativa vigente italiana e che esprime la soglia minima necessaria per la sopravvivenza, al di sotto della quale non si dovrebbe scendere. A chi spetta di diritto la pensione minima 2019? Scopriamolo insieme controllando le ultime notizie sulle pensioni, non prima di aver chiarito che questa forma di sostegno al reddito erogata dall’INPS non spetta a tutti, ma solo a coloro che possiedono determinati requisiti.

Pensione minima 2019 requisiti

Lo strumento dell’integrazione al minimo è stato studiato al fine di consentire l’innalzamento delle pensioni basse fino a quel minimo, considerato vitale, individuato annualmente in considerazione dell’inflazione e del costo della vita, rilevati dall’ISTAT.

In realtà non esiste in Italia una vera e propria pensione minima, erogata indistintamente a tutti coloro che non raggiungono il minimo necessario per una vita dignitosa. Infatti, i beneficiari devono possedere alcuni requisiti. Innanzitutto, è necessario che l’assicurato appartenga ad una gestione previdenziale INPS già da una data antecedente al 31/12/1995. In altre parole, la pensione percepita non deve essere calcolata interamente col sistema contributivo.

Poi, ovviamente, non deve essere superiore al minimo. Infine, bisogna aver raggiunto l’età pensionabile, possedere dei contributi versati, anche se non in misura sufficiente e non superare determinate soglie di reddito massimo, di cui si dirà più avanti. Per coloro che non possiedono alcun contributo, la prestazione di sostegno del reddito non sarà la pensione minima ma l’assegno sociale. Vediamo i dettagli di questo trattamento previdenziale.

Vedi anche: Inps, conguaglio pensioni: di cosa si tratta

Importo pensiome minima

L’importo della pensione minima per il 2019 è pari ad euro 513,01. Inoltre, in alcuni casi spettano anche delle maggiorazioni, col risultato che l’importo complessivamente percepito può superare quello minimo. Infatti, con la maggiorazione sociale si può avere diritto ad un incremento ulteriore di euro 25,83 al mese, se si hanno dai 60 ai 64 anni, di euro 82,64 se si hanno tra i 65 e i 69 anni. Infine, gli ultra 70enni possono ottenere l’incremento al milione di vecchie lire, con un’integrazione di euro 136,44.

Calcolo pensione minima

L’erogazione della pensione minima, inoltre, tiene conto del reddito del richiedente. Come già accennato, infatti, l’integrazione al minimo spetta solo se la pensione percepita non raggiunge il minimo. Inoltre, il calcolo del beneficio tiene conto anche della condizione familiare del richiedente. Se il richiedente è una persona che vive sola, deve possedere un reddito annuo non superiore ad euro 6.669,13. In questo caso il calcolo della pensione minima dà diritto al beneficio in misura piena.

Vedi anche: Pensioni invalidità civile: le novità del 2019

Se, invece, il reddito è ricompreso tra euro 6.669,13 ed euro 13.338,26, il beneficio sarà erogato in misura parziale. Se il richiedente è coniugato, fermi i limiti di reddito personale, si tiene conto anche del cumulo con il reddito del coniuge, che non deve essere superiore ad euro 20.007,39, per ottenere l’integrazione piena ed euro 26.676,52 per ottenere l’integrazione parziale.

Pensione novità 2019

Fra le tante novità sulla pensione nel 2019, una su tutte è rappresentata dall’avvio della pensione di cittadinanza. Questa misura, che può incrementare la pensione percepita fino a raggiungere il massimo di euro 780 al mese, potenzialmente può assicurare un trattamento nettamente superiore rispetto alla pensione minima. Inoltre, risulta una possibilità valida in particolare per coloro che rientrano interamente nel sistema contributivo.

Queste persone, infatti, avendo iniziato a lavorare in data successiva al 1° gennaio 1996, non possono accedere alla pensione minima. L’effettiva erogazione guarda, in particolare, alla situazione economica dell’intero nucleo famigliare e, rispetto alla pensione minima, può essere concessa anche senza avere raggiunto l’età pensionabile e senza avere contributi versati. In quest’ultimo caso prende il nome di reddito di cittadinanza.

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