Spending review. scontro Monti Squinzi

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Giorgio Squinzi neo- presidente di Confindustria, ha bocciato la spending review del supercommissario Enrico Bondi come una potenziale fonte di “macelleria sociale”. Ed ha stilato la pagella di fine anno del premier senza neppure dargli la sufficienza. Ma Mario Monti, visibilmente irritato, non lascia cadere la provocazione e bacchetta il presidente di Confindustria. Ed a nulla son servite le scuse di un ex presidente di Confindustria del calibro di Luca Cordero di Montezemolo. Certe frasi, dice Montezemolo, “fanno male e sono certo che non esprimano la linea di una Confindustria civile e responsabile”.

Monti visibilmente irritato risponde dal summit degli economisti di Aix-en-Provance “Suggerirei – di fare più attenzione, non tanto per rispetto al Governo, che evidentemente non lo merita sulle basi di ciò che viene detto, ma per le imprese”. Non solo: secondo il premier, gli spread non scendono perchè “non c’è ancora piena credibilità nel mercato nei meccanismi a supporto dell’Eurozona e, forse, nel caso dell’Italia, c’è anche un pò di incertezza su quello che succederà nella governance dell’economia o detto altrimenti nella politica italiana dopo le elezioni”. Avevo capito che le forze produttive migliori desiderassero il contenimento del disavanzo pubblico. E che obiettassero a manovre fatte in passato molto basate sull’aumento delle tasse e che era ora di incidere su spesa pubblica e strutture dello Stato. Ma – dice togliendosi finalmente il sassolino dalle scarpe –

A bacchettare Squinzi non solo Montezemolo ma anche Franco Bernabé e Marco Tronchetti Provera che difendono il premier. “Il lavoro di Mario Monti è vitale per il futuro del Paese” affermano

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