Quarantena fino al 25 marzo o al 3 aprile? Le domande degli italiani

Covid – 19, da quando finisce la quarantena, a cosa succede dopo il 3 aprile, a quando usciremo di casa e torneremo alla normalità. Ecco le domande degli italiani chiusi in casa.

In questi giorni molti italiani confondono la quarantena con il dovere di restare a casa, fra le restrizioni introdotte dal primo DPCM.

La quarantena è per i malati di Coronavirus e impedisce loro di abbandonare per qualsiasi ragione la propria casa. Tale obbligo vale anche per chi è venuto a contatto con i pazienti risultati positivi al virus.

Le restrizioni imposte dal governo invece, consentono di uscire di casa solo in caso di necessità e riguardano tutti i cittadini. Salvo ulteriori proroghe del decreto, queste disposizioni dovrebbero andare avanti fino al 25 marzo o al 3 aprile.

Ma cosa significano queste date che sentiamo quotidianamente e quanto potrebbero durare ancora le misure anti contagio? Proviamo a rispondere a quelle che sono alcune delle domande degli italiani in questo articolo.

Coronavirus: 25 marzo e 3 aprile che succede?

A seguito del DPCM “Iorestoacasa”, adottato dal premier Conte il 9 marzo, molte persone parlano dell’inizio della quarantena in Italia. In realtà si tratta dell’inizio delle misure restrittive imposte a tutti gli italiani, fra cui il divieto di uscire di casa se non per ragioni strettamente necessarie, allo scopo di fermare la diffusione del virus.

Fra queste vi è anche l’obbligo di quarantena, imposto però solo a coloro che sono affetti da Coronavirus, che non possono per nessuna ragione abbandonare la propria casa.

Ancora più dure sono state le disposizioni adottate con il DPCM dell’11 marzo, che hanno chiuso tutte le attività commerciali non necessarie. Questa data è importante, visto che salvo nuovi decreti, le sue disposizioni resteranno valide per due settimane e dunque fino al 25 marzo.

Quindi in tale data potrebbero cessare gli effetti del decreto della chiusura delle attività, ma restano invece quelle del decreto che vieta di uscire di casa. Quest’ultimo durerà infatti fino al 3 aprile, data in cui, se dovesse andare tutto come previsto, potrebbe tornare tutto alla normalità in Italia.

Le due date potrebbero dunque essere importanti per capire cosa succederà nel nostro paese e capire quando finiranno le restrizioni.

Quando potremo uscire di casa ?

Aldilà delle date che vi abbiamo menzionato, come termine dell’effetto dei due decreti attualmente in vigore, bisogna dire che non esiste un calendario preciso. In altre parole non è possibile stabilire con certezza quanti giorni mancano alla fine della restrizioni.

Questo perché la decisione dipenderà da come evolve la situazione in Italia, solo trascorsi i termini attualmente previsti sapremo se dovremo continuare a restare a casa o meno.

Attualmente, i dati forniti dalla protezione civile, dicono che in Italia, attualmente, ci sono stati  53.578 casi totali di positività al coronavirus. L’Italia è attualmente il paese con il maggior numero di contagiati attivi e soprattutto di decessi.

Questi al momento i numeri dei contagi, purtroppo destinati ad aumentare nei prossimi giorni, quindi difficile pensare che il 3 aprile torni tutto alla normalità.

Fine Coronavirus, cosa dicono medici, ISS e OMS?

Confermano i dubbi sulla fine della pandemia anche gli esperti di medicina e le organizzazioni sanitarie nazionali ed internazionali. Nonostante i ricercatori e i medici del mondo siano impegnati a studiare il Coronavirus, non si sa fino a quando durerà.

Ad esempio Carlo La Vecchia, professore di statistica medica e consigliere dell’OMS a Ginevra, in un’intervista sul sito lastampa.it, ha dichiarato: “I modelli attuali tendono a descrivere il fenomeno, più che a prevederlo con precisione. Quindi non è possibile sapere quando terminerà e se ci potrà essere un’eventuale secondo picco. Al momento siamo ancora al primo e sono necessari più posti in terapia intensiva negli ospedali”.

Sulla possibile fine del periodo di diffusione della malattia, ha provato a rispondere con la dovuta cautela anche l’ISS. Questo tramite le parole del suo direttore Giovanni Rezza, intervenuto in un’emittente radiofonica. Qui ha detto: “Non possiamo ancora fare previsioni, l’infezione da Coronavirus si è diffusa a macchia di leopardo. Se le regioni del sud avranno preso precauzioni, forse l’incremento potrà essere contenuto”.

Infine, il virologo Galli del Sacco di Milano, ha dichiarato in un’intervista televisiva, che: “tre mesi potrebbero non bastare per fermare il virus. Se non riusciamo a fare un lavoro sulle persone che sono entrate in contatto con i contagiati all’inizio, la possibilità di chiudere il discorso in pochi mesi ce la scordiamo”.

Insomma, è parere unanime che, fare previsioni adesso sulla fine di questo periodo è impossibile. Ovviamente speriamo tutti che il premier Conte abbia ragione e che fra 17 giorni torneremo ad abbracciarci, ma nessuno è in grado di fare previsioni.

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