Legge elettorale: scontro PD PDL

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Non vuole proprio essere fatta una nuova legge elettorale che sostituisca il cosiddetto Porcellum o legge Calderoli. Dopo i vari problemi come la soglia di maggioranza, continua il balletto, come viene definito dall’ex IDV Donadi, con proposte di modifiche continue che aggiungono una piccola percentuale sulla soglia di maggioranza, o chi non è d’accordo sul tipo di sistema elettorale, chi invece, come il senatore Quagliariello che negli ultimi giorni, inconsapevolmente, ha creato un vero e proprio scontro politico, aggiunge un premio di 50 seggi alla camera per chi supera il 25% dei voti.

La proposta però non piace sia a molti partiti del centro sinistra, come il PD e l’IDV, ma anche dalla Lega Nord che con Calderoli scarta in modo totale la modifica. Grillo invece grida ad un complotto all’interno degli organi rappresentativi per escludere l’entrata effettiva in politica del Movimento 5 Stelle.

Roberto Calderoli dichiara che, secondo la Lega Nord, non c’è più la volontà di cambiare la legge elettorale e sostituire il Porcellum da lui stesso editato paragonando ad un malato che ormai non si può più salvare su cui non ci si deve più accanire terapeuticamente la situazione di stallo che si è venuta a creare dopo la bozza Quagliariello che mette da parte completamente l’idea leghista di premi variabili per i partiti.

Per Donadi nell’utlimo anno si è venuto a creare un balletto indecente con i partiti che, invece di pensare alle vere esigenze del paese che deve avere il diritto di decidere il proprio rappresentante, pensano ai loro piccoli interessi che potrebbero portarli a vincere con una maggioranza ampia, molto più rispetto a quella che si poteva venire a creare con l’attuale legge.

La Finocchiaro invece ribadisce con fermezza l’opposizione del PD alle preferenze che il centro destra cerca sempre di inserire nel testo della legge. Inoltre continua dicendo che ogni giorno c’è una nuova proposta che peggiora sempre più la situazione e smentite di proposte precedenti che non riescono a creare un clima di confronto leggero e costruttivo che faccia uscire proposte vere e giuste.
Grillo invece attacca l’intera politica italiana accusandola di un accordo bipartisan tra PD, UDC e PDL che escluda, con la nuova legge elettorale, in modo totale il Movimento 5 Stelle o lo faccia entrare in parlamento in netta minoranza rispetto a tutti gli altri partiti.

Su questo scenario al Senato si resta in una fase di stallo riguardo questo argomento mentre si inserisce il Governo tecnico con il sottosegretario al Ministero dei Rapporti con il Parlamente, Giampaolo D’andrea, che auspica un accordo veloce che accontenti un pò tutti e pensi al bene del paese.

Lo scontro al senato sulla questione Quagliariello tra Pd e Pdl rimette in campo i due simboli dei partiti, il segretario Pierluigi Bersani e Silvio Berlusconi. Quest’ultimo che ripensa ancora una volta alla discesa in campo ed il segretario, fresco vincitore delle primarie del centro sinistra, che lancia la sfida al Cavaliere reputandosi presente e pronto per vincere con tutta la coalizione anche questa battaglia.

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