Napolitano vigila sulla manovra

napolitano6dicembre2011

Il grosso è fatto, ma al Quirinale c’è la consapevolezza che adesso si apre il passaggio forse più complicato. Il pacchetto, ieri ha incassato il plauso delle borse e dell’Europa, ora però, dovrà essere licenziato dal Parlamento: ed è questa la parte più complessa da gestire. Al Colle non sfuggono i distinguo dei partiti, emersi nel dibattito di ieri alla Camera e al Senato, con i continui riferimenti al voto di fiducia, tra chi – come Silvio Berlusconi – la chiede come condizione per votare il pacchetto, e chi – come il Pd – non la disdegnerebbe, ma per ora punta a emendare il testo.
Il presidente della Repubblica preferirebbe che in Parlamento si materializzasse un concorso corale di forze in grado di sostenere “l’impegno” del governo. Ma non sfugge che la strada è densa di variabili: dalla Lega che provoca il Pdl sulla via dell’opposizione, al Pd che non può non guardare alla Cgil che ha dichiarato 4 ore di sciopero per lunedì prossimo, dopo le due ore indette a loro volta da Cisl e Uil. Un quadro non semplice nel quale l’unico che chiama ad una corresponsabilità delle forze politiche sulla manovra economica è Pier Ferdinando Casini, il quale non a caso ha proposto un coordinamento dei gruppi parlamentari per concordare eventuali modifiche prima del voto finale.

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