Fase 2 Veneto: cosa cambia, autocertificazione e seconde case. Ultime notizie

Fase 2 in Veneto: scelte un po’ diverse per il presidente Zaia su spostamenti e seconde case. Ecco cosa cambia e cosa si può fare. Resta necessaria l’autocertificazione.

Le disposizioni decise dal nuovo dpcm Conte per la fase 2, hanno generato tantissime reazioni e pareri contrastanti, anche da parte delle regioni. In particolare in Veneto, dove il presidente Luca Zaia ha preso fin da subito le distanze dal nuovo decreto, firmando un’ordinanza specifica.

Il nuovo decreto del presidente del consiglio ha allentato parzialmente le misure restrittive sugli spostamenti degli italiani a partire dal 4 maggio. Sostanzialmente, oltre alla ripresa delle attività produttive, la novità introdotta riguarda la possibilità di spostarsi entro i confini regionali, ma con autocertificazione. Questo significa che ci si potrà muovere per motivi di lavoro, salute e necessità, con l’aggiunta della possibilità di far visita ai congiunti o fare attività fisica, ma nient’altro.

Vediamo allora cosa ha deciso di diverso Zaia per la sua regione, riportando cosa potranno o non potranno fare le persone che vivono in Veneto.

Fase 2 ordinanza Zaia, cosa si può fare in Veneto

Le decisioni nazionali prese del premier varranno anche per la regione Veneto, dove tuttavia il governatore Zaia ha deciso di concedere maggiore libertà ai cittadini.

Ciò tramite un’ordinanza presentata in conferenza stampa, dalla sede della Protezione civile di Marghera (Venezia). Con essa ha dato il via libera agli spostamenti dei veneti verso le seconde case o verso le imbarcazioni bisognose di manutenzione. Cosa, invece non prevista nel nuovo decreto presidenziale.

Fase 2, in Veneto si possono raggiungere le seconde case

Quindi, mentre i veneti potranno raggiungere le seconde case, gli abitanti delle altre regioni non potranno farlo durante la prima parte della fase due. Questo salvo che anche altri governatori non prendano le stesse decisioni.

Inoltre il governatore leghista ha concesso questa possibilità già dal 28 aprile, mentre è ancora in corso il lockdown in Italia. Insomma, Zaia ha deciso di andare in senso contrario a quanto deciso dal governo e concedere qualche libertà in più ai suoi cittadini.

Vedi anche: Seconde case, quando si potrà andare dopo il 4 maggio?

Ovviamente chi risiede in un’altra regione e possiede una seconda casa in Veneto, non potrà raggiungerla, visto quanto previsto dal nuovo DPCM Conte. Fra le altre decisioni del governatore anche la concessione di spostamenti individuali per attività motorie e all’aria aperta, anche in bicicletta, nel comune di residenza, evitando assembramenti.

Alcuni esponenti di governo hanno criticato tale decisione, ma a questi Zaia ha risposto con fermezza, dichiarando di non avere nessuna intenzione di revocare le ordinanze firmate. Ecco il video con le sue ultime dichiarazioni, in cui non le manda a dire al premier e al suo governo.

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Publiée par Luca Zaia sur Mardi 28 avril 2020

Fase due Veneto, limiti e autocertificazione

Aldilà delle decisioni prese autonomamente dal governatore Zaia, anche in Veneto, come nel resto d’Italia, bisognerà utilizzare l’autocertificazione per spostarsi.

Il nuovo modello si potrà scaricare dal sito del ministero dell’interno e avrà più motivazioni utilizzabili rispetto alla fase 1. Come sempre sarà necessario portarla con se e mostrarla in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine.

Veneto autocertificazione fase 2

In Veneto in particolare, considerando le disposizioni di Zaia, probabilmente si potrà utilizzare la voce necessità per lo spostamento verso la propria seconda casa o la barca ormeggiata in questa regione. Per il resto valgono le norme decise dal nuovo decreto, ossia spostamenti consentiti per motivi di lavoro e salute, nonché recarsi a trovare i congiunti.

Vedi anche: Cosa significa congiunti? I fidanzati possono vedersi dal 4 maggio?

Insomma, le decisioni prese sulla fase due hanno già fatto emergere idee diverse fra il governo nazionale e la regione Veneto. Molti abitanti di questo territorio sono contenti di avere più libertà rispetto agli altri, grazie alle scelte di Zaia.

Vedremo se questo creerà un precedente ed altri regioni decideranno di ammorbidire le decisioni del dpcm varato il 26 aprile. Sicuramente il Veneto sembra volersi avviare ad un ritorno, alle tradizionali abitudini, più rapido rispetto al resto d’Italia.

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