Crisi siriana: Papa Francesco scrive a Putin

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Papa Francesco ha una discreta dimestichezza con il telefono è per questa ragione ieri mattina si è diffusa la voce, alimentata da un giornalista del quotidiano argentino “Clarin”, che avesse chiamata il leader siriano Assad. La notizia è stata poi smentita dallo stesso portavoce vaticano padre Lombardi. Che questa telefonata non sia avvenuta, non esclude comunque il fatto che la diplomazia vaticana sia al lavoro per tentare di dare il suo contributo alla soluzione di questa grave crisi internazionale.

E’ in effetti, è sempre di ieri la notizia che Papa Bergoglio ha inviato una lettera al leader russo Vladimir Putin che in questi giorni ospita a San Pietroburgo, il G20, dove sono presenti tutti i maggiori capi di stato del pianeta. Nella lettera il Pontefice auspica che: “I leader degli Stati del G20 non rimangano inerti di fronte ai drammi che vive già da troppo tempo la cara popolazione siriana e che rischiano di portare nuove sofferenze ad una regione tanto provata e bisognosa di pace“. Poi si augura che gli interventisti, “abbandonino ogni vana pretesa di una soluzione militare” e che piuttosto, ci sia “un nuovo impegno a perseguire, con coraggio e determinazione, una soluzione pacifica attraverso il dialogo e il negoziato tra le parti interessate con il sostegno concorde della comunità internazionale“. “Purtroppo – prosegue il Papa nella sua lettera a Putin – duole costatare che troppi interessi di parte hanno prevalso da quando è iniziato il conflitto siriano, impedendo di trovare una soluzione che evitasse l’inutile massacro a cui stiamo assistendo“.

Il Papa, dunque, critica sia il regime siriano “l’inutile massacro” in corso, ma anche “vana pretesa (Usa) di una soluzione militare“. “Guerra chiama guerra, violenza chiama violenza!”, le sue parole all’Angelus della scorsa domenica.
Una posizione autonoma, quella della Santa Sede, in un mondo multi-polare, e consapevole di non avere “divisioni armate”, come diceva Stalin, ma un ruolo di moral suasion.
Per sabato, intanto, è prevista una giornata di digiuno per la pace in Siria e nel Medio Oriente, che si concluderà con una veglia di preghiera in piazza San Pietro dalle 19 alle 23. Papa Francesco pronuncerà una meditazione attorno alle 20:30.

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