Corruzione Roma: gli ultimi aggiornamenti su mafiacapitale

Corruzione Roma: l’ìnchiesta mafiacapitale prosegue. E si scoprono anche conventi da 6,5 milioni di Euro comprati per riciclare denaro. E valige di denaro, forse, portare in Argentina…

Roma corruzione

Corruzione Roma: le notizie che escono sul giro di affari e connessioni tra mafie, affarismo, politica ex terroristi è sempre più inquietante.

Le intercettazioni che fanno parte del dispositivo dell’inchiesta aprono uno scenario sugli ultimi 15 anni di vita pubblica di Roma dove il controllo del malaffare su ogni settore dell’amministrazione cittadina pare essere capillare.

Le valige di Alemanno

Forse la cosa più particolare che abbiamo letto è l’intercettazione di Luca Odevaine, ex stretto collaboratore del sindaco Veoltroni, che parla di un altro ex sindaco, Alemanno, che avrebbe portato in Argentina insieme ai figli valige contenenti denaro da tenere oltreoceano. A onore di verità, gli stessi inquirenti hanno detto che di questa cosa non è stata trovata alcuna conferma. Secondo le parole di Odevaine Alemanno sarebbe passato da un varco riservato bypassando così i controlli doganali all’aeroporto.

Leggi anche: Cosa sta succedendo a Roma?

Veltroni, addio Quirinale

Uno stretto collaboratore come Luca Odevaine così attiguo alla cupola, tanto da essere sotto stipendio (anche qui riportiamo intercettazioni, quindi tutto poi andrà valutato in sede dibattimentale) pare aver allontanato Walter Veltroni dalla corsa al Quirinale dove appariva uno dei più seri candidati assieme a Romano Prodi, Giuliano Amato e Anna Finocchiaro.

Con i soldi delle tangenti affari di ogni genere

Il riciclaggio del denaro che arrivava dal fiume di tangenti veniva utilizzato, secondo le ricostruzioni, per investimenti  in attività lecite, in particolare nel settore immobiliare, con appartamenti e attività commerciali comprati, tra cui anche immobili sulla piazza di Londra, locali notturni e un convento del valore di 6,5 milioni di Euro ubicato a Santa Severa.

In carcere Carminati “rifiuta” il cibo

Quello che è ritenuto il vertice dell’organizzazione, Massimo Carminati, in carcere mangia molto poco e ha protestato per le modalità del suo arresto, davanti al figlio, in auto, “con i mitra spianati”.

Massimo Camminato è in una cella singola, a Regina Coeli, in isolamento da otto giorni. Qui sono rinchiusi anche altri protagonisti dell’inchiesta come Salvatore Buzzi, Luca Odevaine, Carlo Pucci, Franco Panzironi, Fabrizio Testa.

Le parole rivolte al Pm Ielo da Carianti sono state queste: “Era chiaro che un giorno ci saremmo dovuti incontrare, dottore”. E poi più nulla.

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