Ormai è solennemente riconosciuto……..

Avatar, il film in 3D di James Cameron (ricordate? Quello che ha speso un patrimonio per recuperare il Titanic e poi lo ha fatto riaffondare…), è la pellicola che ha incassato di più nella storia del cinema.
La trama: in un lontano futuro un marine paralizzato si trasferisce sul pianeta Pandora dietro la promessa che, con i suoi guadagni, potrà riprendere a camminare. Questo pianeta è abitato dai Navì, un popolo tutto blu che vive in armonia con la natura, tipo i Puffi per capirci, ma molto molto più alti tanto che secondo gli esperti per fare un Navì occorrerebbero ben 179 Puffi.
Gli umani, grazie ad un programma di alterazione sensoriale-genetica-estetica (chissà se la Lecciso lo conosce? E chi ce la tirerebbe più fuori…) possono avatarizzarsi in questi alieni per farseli amici ed estrarre un prezioso minerale.

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Ora, non ve la faccio lunga: come in tutti i film americani che si rispettino, scoppia una guerra e il nostro marine, avatarizzato, preso dagli scrupoli di coscienza, si allea con i Navì e li conduce alla vittoria; rimane a vivere su Pandora trasformandosi definitivamente in un omone tutto blu con una lunga coda (che avete capito? Maliziose!) e vissero tutti felici e contenti.
Bello. Si, proprio un bel film, di cui però non ci interessa niente.
Il fatto è che questo film ha fatto scoppiare una vera e propria mania per il fantasioso popolo alieno (fantasioso perché gli alieni esistono veramente, ma sono bassi, pelosi, verdi fosforescenti e mangiano carne umana) e, soprattutto in America, nascono gruppi e fan-club, negozi specializzati nella vendita di articoli di Pandora ed è stato scritto addirittura un manuale di lingua Navì che va letteralmente a ruba.
E ancora: gruppi di affascinati che si tingono tutti di blu, che predicano un ritorno alla natura, che vedono la salvezza del mondo semplicemente ritornando ad amare madre Terra.
Vabbè… “c’est la viè” dicono in Alaska… “er monno è pieno de scemi”, rispondono in Uzbekistan.
Comunque, sembra che anche in Italia si stia affermando la fantasia di tingersi come i Navì. Solo che da noi, paese dei furbetti per eccellenza, i mitomani hanno trovato un sistema più veloce per diventare tutti blu: si prendono due scatole di Viagra e, in men che non si dica, la colorazione è ottenuta.
C’è un’unica controindicazione. Non cresce proprio la coda… Tanto che, sembra, qualcuna di voi ci ha già provato.
“Amore… hai visto che bella Neytiri, la guerriera Navì? Incarna la fierezza e la sensualità, l’amore e il coraggio. Che ne dici se ci tingiamo di blu ed andiamo a quel convegno sul film? Dai, ti prego… e poi non c’è bisogno che usi il body-painting, prendi queste 8 pasticche e il gioco è fatto”.
Io le prendo pure, poi però altro che convegno, furbetta mia: chiama l’Esercito, che solo un intervento delle forze speciali ti potrà tirare fuori dalla camera da letto…
Quindi, care ragazze, fate ciò che più vi piace, ma per far diventare tutto blu il vostro lui e giocare insieme ai Navì intrecciando le vostre lunghe code, usate i metodi tradizionali…
A proposito: capito il senso della foto scattata, come al solito, dagli amici Claudio Gennari e Fabio Bonessi?

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