Diminuito di 5 punti percentuale il consumo di sigarette in Italia

to111004int_0011.broSi arresta l’aumento di consumo di sigarette nel nostro Paese che aveva portato gli italiani al primo incremento dopo 5 anni di un trend in diminuzione A riparare l’impennata dello scorso anno ci  ha pensato il sesso forte che con una diminuzione di 5 punti percentuali hanno riportato i consumi in discesa

Di minore misura, invece, la perfomance  delle donne che non ha ancora recuperato l’aumento di 4 punti percentuali dell’anno scorso, registrando quest’anno una diminuzione di soli 2,5 punti percentuali.

Sono i dati dell’indagine DOXA per il 2010 elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità. Dal Rapporto emerge che i fumatori in Italia sono 11,1 milioni (il 21,7% della popolazione), 5,9 milioni di uomini (il 23,9%) e 5,2 milioni di donne (19,7%).

Secondo il Rapporto la fascia d’età 25-44 rappresenta la percentuale più alta di fumatori pari al 26,6%. Al secondo posto, con una percentuale di 25,7%, troviamo la fascia d’età compresa tra i 45 e i 64 anni. I giovani fumatori, tra i 15 e i 24 anni d’età, rappresentano il 21,9%. Proprio in quest’ultima fascia d’età l’indagine ha rilevato che il 34,5% dei baby-fumatori inizia ad aspirare le “bionde” prima dei 15 anni e il 50,8% tra i 15 e i 17 anni: quindi l’85,3% dei ragazzi inizia a fumare prima del 18° anno d’età, quando frequentano ancora la scuola.

Secondo i dati il 73,4% dei giovani fumatori prende il vizio sotto l’influenza degli amici: si fuma perché “lo fanno tutti”.

Ma se cominciare sembra facile non lo è altrettanto smettere: il 27,1% dei fumatori ha fatto almeno un tentativo per smettere ma con risultati deludenti visto che il 70% ha ripreso a fumare dopo pochi mesi. Soltanto il 20% ha resistito per uno o più anni. Sempre dal campione DOXA emerge che soltanto il 6,9% dei medici di famiglia ha suggerito di smettere di fumare ai pazienti.”Un aiuto fondamentale potrebbe giungere proprio dai medici di famiglia – commenta Piergiorgio Zuccaro, Direttore dell’Osservatorio Nazionale Fumo Alcol e Droghe dell’ISS – se ogni medico riuscisse a convincere 10 pazienti a smettere, in un anno avremmo 500.000 fumatori in meno”.La lotta contro il fumo passa anche attraverso attività concrete e piani di dissuasione dedicati ai dipendenti dalle “bionde”.

“Per far diminuire il numero dei fumatori bisogna anche attivare delle strategie che possano scoraggiare i consumatori – continua Zuccaro – come aumentare il prezzo minimo del pacchetto di sigarette a 5 euro, introdurre le terapie di disassuefazione nei livelli minimi di assistenza (LEA), rimborsare i farmaci di provata efficacia”. “Dal punto di vista della conoscenza dei dati sul fumo – precisa l’esperto – è importante l’apertura di laboratori che analizzino le sigarette soprattutto tenendo conto che ormai nei canali illegali vengono vendute sigarette contraffatte di cui non conosciamo la composizione e la pericolosità. I circa 5.000 controlli effettuati ogni anno dai Monopoli di Stato – conclude Zuccaro – sono una piccola cosa rispetto ai 50 miliardi di sigarette fumate in un anno in Italia”.
Ma i fumatori hanno a loro disposizione validi aiuti nella lotta contro il fumo: il Telefono Verde Fumo 800554088, per esempio, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16, offre informazioni sui centri Antifumo del SSN e sulla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) dove ci sono specialisti appositamente formati per aiutare a smettere di fumare.

fonte:ISS

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