Alla Camera impazza la totofiducia

Berlusconi_13_12_010Ci sono momenti topici in un paese come quelli che riguardano una vincita al superenalotto che ritarda da mesi e che fa crescere il montepremi a dismisura o come quello di domani che riguarda la tenuta o la caduta del governo Berlusconi dopo un’attesa di quasi un mese che, un giorno ci dava la sconfitta dell’esecutivo, un altro la sua tenuta.
Anche oggi, a 24 ore dalla votazione, la situazione sembra essere più incerta di prima. Fra conteggio dei voti, mercato, ripensamenti dell’ultim’ora. Impossibile prevedere con certezza l’esito della votazione che ci sarà domani verso le 13 alla Camera. Ma provando a fare due conti emerge un quadro incredibilmente equilibrato, legato a variabili politiche ed extra-politiche in parte incontrollabili anche per gli stessi protagonisti. Stando alle dichiarazioni ufficiali e al netto di cambi di casacca dell’ultima ora, ‘quelli della sfiducia’ possono toccare al massimo quota 314, mentre i ‘berlusconiani’ si fermano a quota 313. Gianfranco Fini non parteciperà al voto, i due deputati della Svp si asterranno. A queste cifre si aggiunge stasera il dubbio su Silvano Moffa, deputato Fli e capofila dell’iniziativa delle “colombe” che chiedeva un ripensamento a Fini e Berlusconi.
E c’è qualche finiano che si augura nuovi ingressi di berlusconiani ormai disincantati.
Berlusconi farà oggi il suo discorso ai senatori con probabile successiva consegna del testo scritto a Montecitorio, dove la seduta è convocata per le 16. Al Senato dunque si svolgerà domani la discussione generale sulla fiducia mentre a Montecitorio si discutono e si votano le mozioni di sfiducia di Pd e Idv e di Fli-Udc-Api-Mpa: sono riservate quattro ore. Se saranno impiegate tutte, la replica finale di Berlusconi arriverà intorno alle 20. Martedì, invece, sarà il giorno delle votazioni: prima al Senato e poi alla Camera.
13 dicembre 2010

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