3 luglio 2010 - Il timore che le prospettive di ripresa dell'economia non siano affatto solide si sta facendo strada sui mercati finanziari. Una paura che sembra non riguardare più solo la crisi dei debiti sovrani, e il rischio default di alcuni Paesi, ma anche la tenuta delle stesse fondamenta dell'economia, a fronte di una frenata della crescita del settore manifatturiero e di un rallentamento dei consumi. E se alcuni analisti ipotizzano che, dopo la recessione mondiale, sia iniziata di una fase di crescita a ritmo lento per le economie maggiormente avanzate, una conferma delle tensioni è arrivata dal bilancio in rosso della settimana. Wall Street ha perso il 5%. E nel vecchio continente non è andata meglio a Parigi (che ha ceduto il 4,9%), a Francoforte (-3,9%), a Londra (-4,1), a Milano (-4,4%). Venerdì la chiusura contrastata delle piazze non ha significato che tra gli investitori sia stato spazzato via il timore che l'economia possa anche essere esposta a una lunga fase di depressione. E non ha allontanato lo spettro di una ripresa troppo debole degli Stati Uniti, nonostante gli incentivi decisi dal governo, come i tagli fiscali sull'acquisto della prima casa. Londra ha chiuso con un leggero rialzo (+ 0,67%), Francoforte ha ceduto lo 0,40%. Chiusura in territorio positivo anche per Piazza Affari, con il Ftse All che ha guadagnato lo 0,71% e l'Ftse Mib lo 0,69%. Male invece anche Zurigo, che ha perso lo 0,12%, mentre Madrid e Amsterdam hanno chiuso in progresso. A Milano sono andati bene i titoli pretroliferi, con la corsa di Saipem, che ha guadagnato il 3,53%, di Tenaris (+2,35%), di Snam Rete Gas (+1,87%) e di Eni (+1,36%). Andamento contrastato invece per i titoli bancari. Se Monte dei Paschi di Siena ha perso l'1,31%, Mediolanum ha messo a segno un + 2,22%. In flessione anche Banca Popolare, che ha perso l'1,16%.
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