24 luglio 2010 - Occhi puntati sui risultati degli stress test su 91 istituti bancari europei. L'attesa dell'esito del test, che doveva verificare la solidità patrimoniale delle maggiori banche del vecchio continente, ha caratterizzato l'andamento delle contrattazioni su tutte le principali piazzeGli istituti di credito hanno superato l'esame (solo sette hanno incassato un esito negativo) ma paure, incertezze e tensioni hanno dominato fino all'ultimo i mercati. Con il risultato che i listini hanno chiuso a due velocità. Parigi e Francoforte hanno archiviato la seduta in territorio positivo. Male invece Londra e Milano. Piazza Affari ha chiuso con un arretramento dello 0,39% dell'indice Ftse All Share mentre il Ftse Mib ha perso lo 0,44%. Le banche italiane sono state costantemente sotto osservazione, anche se tutte quelle sottoposte al test (Unicredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Ubi Bnaca e Banca Popolare) hanno superato. E le incertezze hanno provocato un calo dei titoli (Mps ha perso l'1,54%, Unicredit lo 0,49%, Intesa Sanpaolo l'1,03%). Tra gli industriali, invece, performance negativa di Stm, che dopo la presentazione dei dati relativi al primo semestre ha registrato un tonfo del 4,59%. In lieve salita Fiat (0,2%) e Tod's (1,99%), che ha beneficiato del dato positivo sui ricavi semestrali. Quanto all'euro ha chiuso in calo sui mercati europei, a 1,2825 dollari. Il test sulle banche che ha caratterizzato la chiusura della settimana borsistica, e che era stato messo a punto da Cebs, Ue e Bce, era particolarmente atteso dagli investitori. Doveva infatti verificare la capacità di resistenza degli istituti a un ipotetico peggioramento della situazione economica, tra recessione, aumento del tasso di disoccupazione, svalutazione del valore dei titoli di Stato. Oltre il 90% delle banche ha però ottenuto almeno la sufficienza.
Natascia Ronchetti




