Perché e quando si cambia. La recessione dell'ultimo anno costringe i lavoratori che perdono il posto a rimettersi in gioco totalmente. Cambiando punto di vista, competenze professionali e tipologia di lavoro. Grazie all'aiuto delle società di formazione incaricate dalle singole regioni di traghettare i lavoratori verso una diversa visione del lavoro, il risultato sembra incoraggiante
I consigli di Isabella Labate, General Manager di Boston World, società specializzata in formazione, servizi al lavoro e innovazione nello sviluppo delle risorse umane
"Una grave crisi non va mai sprecata" così ha dichiarato Emanuel Lahm, consigliere economico del Presidente Obama. Sembra paradossale, ma è statisticamente provato che sono proprio le crisi la molla del cambiamento. Il motivo è semplice. Il cambiamento comporta fatica, e quindi, generalmente non si cambia (in questo caso lavoro e spesso anche competenza professionale) per diletto, ma solo di fronte all'ineluttabilità: non si può fare altrimenti, e questo dà la forza per tentare strade mai percorse, scoprendo talenti e risorse che non si pensa neanche di avere.