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Alitalia ultime news. La situazione attuale

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Alitalia: ultime news. Un piano industriale che prevede nuove rotte e le speranze di un acquirente. Ce la farà la compagnia nazionale a salvarsi?

 Alitalia news

Ultime news Alitalia: cosa sta succedendo dopo l’approvazione del prestito-ponte e il commissariamento? Quali gli scenari futuri più probabili e i rischi concreti per chi deve partire per le vacanze?

Uno sciopero che non aiuta?

I margini di redditività di Alitalia sono da sempre il grande problema del vettore (unito a una po’ di schizofrenia nella scelta del mercato cui mirare, voli nazionali o internazionali, di lungo raggio e in che proporzione?): entrando nella stagione delle ferie estive ogni giorno è fondamentale, ecco perché lo sciopero di venerdì scorso ha destato molti dubbi, a inizio week end, in giorno classicamente di “piena”, quindi un sicuro danno per un’azienda che dei conti non fa certo il suo principale vanto.

Era necessario? Si poteva rimandare in questa situazione di quasi fallimento? Il commissario straordinario Giubitosi ha definito “da irresponsabili” gli scioperi fatti di venerdì d’estate. Ovviamente i sindacati hanno difeso le loro ragioni ma forse l’agitazione poteva essere meglio ponderata come tempistica.

Più rotte: soluzione corretta?

Parlavamo prima di un po’ di schizofrenia nelle scelte industriali: prima puntare su Malpensa come hub, poi tentare il doppio hub Malpensa-Fiumicino, poi tagliare quasi del tutto Malpensa sulle rotte intercontinentali, poi arretrare anche sui voli europei in una difficilissima lotta con le low cost.

Alitalia ha ancora il 40% delle rotte nazionali, subisce pesantemente la concorrenza dell’Alta Velocità e delle low cost, invece paga un posizionamento “timido” e alleanze non sempre vantaggiose sul lungo e lunghissimo raggio.

Il piano di risanamento di Alitalia prevede un intervento deciso sui costi, con il taglio ad esempio della spesa sul leasing degli aeromobili, ritenuto fuori mercato, ma anche la reintroduzione di tratte di lungo raggio abbandonate, come le Maldive, il rafforzamento delle destinazioni in America del Nord e del Sud, la reintroduzione di collegamenti con l’Africa del Sud e l’India. Anche qui occorrerà però far fronte alla concorrenza delle low cost (Norwegian, ad esempio) che stanno aprendo al basso costo anche le tratte transoceaniche. Che politica tariffaria sarà in grado di portare avanti la compagnia di bandiera in questo contesto e con i bilanci non esattamente in ordine?

Serviranno altri soldi dopo il prestito-ponte?

Per tenere ancora in vita Alitalia lo stato ha concesso un prestito-ponte di 600 milioni di euro. I quali si aggiungono all’enorme cifra spesa dalla collettività per la compagnia negli anni precedenti. I 600 milioni corrispondono a circa il passivo accumulato nel 2016. Molto probabilmente questo prestito non sarà un vero prestito, i soldi non torneranno indietro ma, si spera, potranno portare ad un riassesto per una futura vendita.

Alitalia ha 12 mila dipendenti: anche il fallimento con messa a terra degli aerei sarebbe significato grande spesa per lo stato (le stime indicano in 300-400 milioni/anno il possibile ammontare dell’assistenza ai dipendenti rimasti senza lavoro). E il fallimento egualmente significherebbe soldi persi per utenti, che avevano acquistato il biglietto ma non ne avrebbero potuto beneficiare, e collettività, dunque ogni passaggio di questa storia è complicato, costoso e con difficili prospettive.

Tariffe diminuite e partecipazione ai bandi

Intanto Alitalia ha iniziato una politica più aggressiva sulle tariffe dei voli volta a riempire al massimo gli aerei. Ma ha anche annunciato che parteciperà ai bandi con cui molte località italiane, in particolare  al sud e sulle isole, sovvenzionano i vettori che lì aprono tratte (es. Alghero, Trapani, Reggio Calabria).

Sul futuro? Poche certezze, tante voci. Interessamento di Ryanair (notizia di due-tre mesi fa), interessamento di Easyjet (notizia di ieri), interessamento di Lufthansa (più volte annunciato, mai concretizzato), cambio di partner strategici internazionali per i voli in condivisione. Insomma nulla ancora di definito.

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