In Pakistan dopo un mese di piogge e inondazioni, 17 milioni di sfollati e più di 1500 morti, come se non bastassero le catastrofi naturali che hanno messo in ginocchio il paese, arrivano ora le paranoiche minacce dei talebani alle organizzazioni umanitarieIntanto sul fronte alluvione, è prevista un’altra piena del fiume Indo che ha, in alcuni punti rotto gli argini costruiti alcuni giorni fa dall’esercito. Evacuazioni preventive sono state effettuate in diverse città della provincia meridionale del Sindh; altre 400 mila le persone che hanno lasciato le loro abitazioni, a ingrossare le fila dei cinque milioni di senza tetto.
Intanto da Washington avvertono: gli operatori umanitari sono possibili obiettivi dei talebani. ‘‘Sarebbe davvero disumano attaccare coloro che stanno cercando di salvare delle vite umane”, ha detto Maurizio Giuliano, portavoce dell’ufficio Onu per le questioni umanitarie, “Se gruppi o persone isolate ci attaccano, non danneggeranno noi, bensì i milioni di persone a cui stiamo cercando di salvare la vita”. Continueremo nonostante le minacce, ha fatto sapere l’Onu.
La comunità internazionale ha finora stanziato più di 600 milioni di euro per il Pakistan colpito dalle peggiori inondazioni della sua storia, una cifra certamente ancora molto al di sotto delle necessità. L’ FMI sta preparando nel frattempo, un altro piano di aiuti attraverso un maxi prestito per salvare il paese dalla bancarotta attraverso un «meccanismo di urgenza per le catastrofi naturali» già utilizzato in passato.
27 agosto 2010
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