Scatta l'allarme in Indonesia per l'eruzione del vulcano Sinabung nell'isola di Sumatra. Il vulcano ha eruttato fumo e ceneri a 1.500 metri di altezza e ha reso necessario lo sgombero di almeno 18mila persone di 17 villaggi della zona. Due persone sono morteI lapilli e la lava hanno mandato in fumo quasi 4mila ettari di foreste e terreni agricoli attorno al vulcano fino a 30 km di distanza. Anche oggi il vulcano sta proseguendo la sua attività.
Il Sinabung è alto 2500 metri ed aveva ripreso l'attività vulcanica nella giornata di venerdì dopo 400 anni di totale silenzio. "Siamo di fronte ad una situazione pericolosa e abbiamo dunque alzato il livello di allerta al massimo, cioè allarme rosso". Questo è quanto ha dichiarato il responsabile del centro di allarme per le eruzioni vulcaniche.
L'Indonesia, che si trova sull'Anello di fuoco, è il Paese con più vulcani attivi al mondo e il mese scorso ci sono stati quattro dispersi in seguito all'eruzione sul monte Karangetang, nella remota isola di Siau. Celebre e terribile fu l'eruzione del vulcano Krakatoa nel 1883 che provocò la distruzione di due terzi dell'isola dove risiedeva, un maremoto di oltre 40 mt di altezza e il più grande suono mai udito sul pianeta, infatti arrivò ad essere percepito a circa 5.000 km di distanza. L'eruzione del Krakatoa provocò 36.000 morti e per gli anni successivi i tramonti ed i cieli di tutto il mondo si coloravano di un rosso sangue, colore dovuto alle particelle sparse nell'atmosfera che colpite dalla luce del sole, facevano assumere al cielo questa particolare colorazione. L'eruzione del 1883 fu tra le più dannose esplosioni vulcaniche nell'era moderna. Le onde d'aria generate dall'esplosione "viaggiarono" sette volte intorno al mondo, e il cielo si scurì per i giorni successivi. L'isola di Rakata quasi cessò di esistere, dal momento che oltre due terzi della superficie fu polverizzata, e il fondo dell'oceano che la circondava fu drasticamente alterato.
30 agosto 2010
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